Multa e ricorso, il Consiglio vota l’incompatibilità di Simona Vitali: ora dieci giorni per evitare la decadenza

Il consiglio comunale di Gualdo Tadino si è riunito questa mattina, venerdì 5 giugno, per la seconda fase del procedimento di incompatibilità nei confronti della consigliera di opposizione Simona Vitali.

Il nodo è una sanzione amministrativa per l’affissione di manifesti elettorali fuori dagli spazi consentiti, salita da un importo iniziale di 300 euro a circa 5.000 euro.

Contro la multa la consigliera ha presentato ricorso al Giudice di Pace, che deciderà lunedì prossimo 8 giugno. Ed è quel ricorso ad aver fatto scattare il procedimento: il Testo Unico degli Enti Locali indica come incompatibile con la carica di consigliere comunale chi ha una lite pendente con il proprio Comune. La maggioranza la legge come una causa ostativa da accertare; Vitali ne contesta l’applicazione letterale, sostenendo che esiste un’ampia giurisprudenza secondo cui la norma va interpretata caso per caso, e parla esplicitamente di un attacco politico.

Ad aprire i lavori è stata la presidente del Consiglio, Flavia Guidubaldi, che ha inquadrato la delibera come un passaggio obbligato previsto dal Testo Unico degli Enti Locali (TUEL). “L’avvio di questo iter si è reso necessario dopo la segnalazione pervenuta il 9 aprile, che ha imposto alla presidenza l’obbligo di sottoporre la questione all’esame del consiglio”, ha spiegato, precisando che l’obiettivo odierno è l’accertamento della sussistenza della causa ostativa. La presidente ha sottolineato che non si tratta ancora di una delibera di decadenza, ma di un atto che garantisce al consigliere il diritto di difesa e il tempo per “rimuovere le possibili cause ostative“.

IL TRAVAGLIO DELLA VICESINDACO: “TRA VITTIMA E CARNEFICE” – Particolarmente accorato è stato l’intervento della vicesindaco Paola Gramaccia, che ha confessato apertamente la propria difficoltà emotiva di fronte alla vicenda. “Non ritengo questa vicenda una questione personale, ma sono in difficoltà”, ha esordito Gramaccia, aggiungendo un dettaglio personale: “Io questa notte non ci ho dormito… è talmente sottile il confine tra essere vittima e essere carnefice che mi sembra veramente squallido arrivare a questo punto”.

Gramaccia ha respinto fermamente l’immagine di una maggioranza con intenti punitivi: Non crediate che qua dentro ci siano tagliatori di teste”. Ha ricordato che la notifica è arrivata il 7 aprile e che se l’intento fosse stato quello di escludere la consigliera dai banchi della massima assise cittadina, la maggioranza avrebbe agito molto più rapidamente, rispettando i termini minimi di dieci giorni. La vicesindaco ha poi spiegato che l’attivazione della procedura era inevitabile: se l’ente non avesse proceduto sarebbe bastata la segnalazione di un cittadino per far intervenire il Prefetto. “Quello che chiedo è senso di responsabilità per tutti, ma soprattutto rispetto delle normative”, ha concluso

SIMONA VITALI: “E’ UN ATTACCO POLITICO” – La capogruppo di Rifare Gualdo non ha usato mezzi termini. “Questo ovviamente non è un atto dovuto, ma è un attacco politico”, ha esordito, rivendicando il diritto costituzionale alla difesa: “Io mi sono opposta a una multa. Questo è il grave atto criminoso che ho messo in atto per difendermi da quella che considero una sanzione ingiusta”.

Vitali ha contestato la natura della lite, sostenendo che il suo ricorso è rivolto alla Prefettura e non direttamente al Comune. Citando sentenze di Cassazione ha sottolineato come la norma del TUEL vada interpretata e non presa alla lettera, poiché a valle di questa vi è un’ampia giurisprudenza in merito. Da qui l’accusa alla maggioranza di voler accelerare i tempi. “Voi mi costringete a ritirare il ricorso e a pagare 5.000 euro senza sapere se ho torto o ragione. Il torto o la ragione la dà un giudice, non la dà la politica”, ha incalzato la consigliera.

PASQUARELLI: “UNA BANALITA’ ASSOLUTA” – Dura la reazione dagli altri banchi della minoranza. Fabio Pasquarelli ha parlato di una vicenda dalla “banalità assoluta”, paventando il rischio di allontanare i cittadini dalla politica: “Chi lo fa fare a una persona a impegnarsi se poi al primo passo viene messa sulla croce?“. Pasquarelli ha poi suggerito provocatoriamente alla maggioranza che votare la non incompatibilità sarebbe stata una mossa politica più astuta.

CASCIANI: “SIAMO IN UN CONSIGLIO COMUNALE O IN UN TRIBUNALE?” – Anche la consigliera Chiara Casciani ha espresso solidarietà totale, criticando il clima della seduta: “Questo è un tribunale oggi, non è un’aula consiliare, perché tutti noi ci sentiamo dei togati”. Casciani ha ribadito l’assurdità di mettere in discussione un mandato elettorale per “due manifesti e una multa sproporzionata”, chiedendo alla maggioranza in che modo possa tutto ciò “intaccare la credibilità dell’ente”.

LA GIUNTA: “LE NORME SONO QUESTE E VANNO RISPETTATE” – Dalla maggioranza, l’assessora Jada Commodi ha ribattuto citando pareri del Ministero dell’Interno: “Per un consigliere comunale fare ricorso al giudice di pace contro una multa comporta una causa di incompatibilità per lite pendente. Per non decadere è necessario rinunciare al ricorso”. Commodi ha invitato Rifare Gualdo ad agire presso i propri rappresentanti di Governo per cambiare la norma, se la ritengono ingiusta, e ha negato intenti persecutori, ricordando che l’iter avrebbe potuto iniziare molto prima se ci fosse stata la volontà di “usare l’accetta“.

L’assessore Giorgio Locchi ha ammesso la difficoltà personale nel trattare il tema, pur confermando il suo voto tecnico. Anche la capogruppo del PD, Alice Betti Sorbelli, ha ribadito che il voto non è un attacco personale ma un “adempimento tecnico dovuto” per evitare irregolarità formali del Consiglio.

IL SINDACO PRESCIUTTI: “CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA” – In chiusura, il sindaco Massimiliano Presciutti ha ripercorso la storia politica locale, citando casi del passato di consiglieri e assessori di maggioranza che scelsero di dimettersi o di sanare i debiti per situazioni analoghe, con qualcuno che subì anche una gogna mediatica. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, ha esordito

Ha ricordato inoltre che l’iter è frutto di un rimando dell’autorità di governo. Presciutti ha poi richiamato l’importanza dell’esempio pubblico: “Io le multe le ho sempre pagate. Se hai la giusta ambizione di avere un ruolo pubblico, devi essere da esempio”. Il sindaco ha confermato il suo voto favorevole all’incompatibilità, auspicando tuttavia che la lite possa risolversi rapidamente dopo l’udienza dell’8 giugno.

ORA COSA SUCCEDE? – Con l’approvazione della delibera (a maggioranza, contrarie le opposizioni), viene accertata formalmente l’incompatibilità. La consigliera Simona Vitali avrà adesso ulteriori 10 giorni per rimuovere la causa (pagando la multa e ritirando il ricorso). Se ciò non avverrà, il Consiglio sarà chiamato a votare definitivamente la decadenza dalla carica. La partita si sposta ora nelle aule di tribunale, con l’udienza dell’8 giugno che potrebbe scrivere la parola fine alla vicenda.

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Redazione Gualdo News
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