Valsorda, interventi sui prati di Comune e Comunanza per tutelare la biodiversità

Foto Roberto Battaglia

In questi giorni a Valsorda sono stati realizzati gli interventi previsti nel progetto “Life Imagine” che l’Università di Perugia, dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali, sta portando avanti in Umbria.

In particolare il progetto “LIFE19 IPE/IT/00015”, che interessa i pascoli della regione ricadenti nella Rete Natura 2000, è coordinato dalla professoressa Daniela Gigante, che ha proposto di intervenire in zone a rischio di erosione genetica e diminuzione della biodiversità che interessano anche la zona della montagna gualdese.

Nello specifico nella Zona Speciale di Conservazione Monti Maggio e Nero si sta monitorando la presenza e la diffusione di specie autoctone problematiche, in questo caso l’asfodelo (Asphodelus macrocorpus), che hanno registrato in questi ultimi anni un forte incremento di diffusione che ha allertato gli esperti e le istituzioni per il rischio di perdita di altre specie erbacee e quindi per la conservazione dell’Habitat Prioritario 6210* (*stupenda fioritura di orchidee).

Già nel 2025 sono stati effettuati interventi in alcune zone a scopo cautelativo, preservazione di prati non interessati“, evidenziano l’assessore all’Ambiente del Comune di Gualdo Tadino, Paola Gramaccia, e la presidente della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, Nadia Monacelli, che comunicano di aver attivato congiuntamente tra i due enti “la fase di intervento diretto allo scopo di applicare tecniche agronomiche per il contenimento della specie“.

Dopo aver acquisito tutte le necessarie autorizzazioni, sulle tre aree individuate per caratteristiche tecniche e di diffusione della pianta, sono stati effettuati sfalci precoci “mirati” al fine di eliminare la parte vegetale della specie problematica già emersa, senza però interessare le altre specie che avviano il proprio ciclo più avanti nella stagione.

L’intervento di sfalcio è stato eseguito dalla squadra esterna del Comune con il controllo e coordinamento del dottore agronomo Ermanno Rosi, il quale ha individuato le aree oggetto di intervento.

I risultati attesi riguardano sia la diminuzione delle fioriture con conseguente riduzione della diffusione ma anche una ripresa della competizione tra specie che potrebbe ulteriormente mortificare quella invasiva. Nel periodo primaverile ed estivo le aree interessate verranno monitorate attentamente soprattutto per quanto riguarda le dinamiche vegetative.

L’azione congiunta e sinergica fortemente sostenuta dalla professoressa Gigante e la professionalità del dottor Rosi, ai quali vanno i nostri ringraziamenti, ci fanno ben sperare nella riuscita di questa sperimentazione che auspichiamo di poter ripetere negli anni a seguire”, commentano a conclusione Gramaccia e Monacelli.

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Redazione Gualdo News
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