Via delle Conce, lettera aperta di Mara Loreti: criticità e richiesta di interventi urgenti

Una situazione che richiederebbe “un intervento immediato e risolutivo”. È quanto denuncia Mara Loreti, rappresentante del “Comitato in difesa dell’Appennino, terre ancestrali con le sue genti”, attraverso una lettera aperta dedicata alle condizioni dell’area di via delle Conce, a ridosso del centro storico di Gualdo Tadino.

Loreti ricorda come nella primavera del 2025 fosse stata inviata all’Usl Umbria 1 una documentazione fotografica relativa alla situazione della zona, con un successivo intervento del servizio sanitario nel giugno dello stesso anno.

Secondo quanto riportato nella lettera, “dopo un anno ancora si registra una situazione da ascrivere ad incuria, dovuta alla “mancanza della gestione del verde pubblico e privato, della rimozione sistematica dei residui vegetali e dei rifiuti di ogni tipologia”.

Particolarmente critica, secondo la rappresentante del Comitato, la situazione del camminamento realizzato sopra lo “scatolare” che copre il torrente Feo. “Il percorso è invaso da fitta vegetazione da renderlo impercorribile”, scrive Loreti, descrivendo anche la presenza di ristagni d’acqua, edera, piante rampicanti e rifiuti che impedirebbero il collegamento pedonale verso la zona dell’Agenzia delle Entrate.

Nel documento viene evidenziata anche una problematica legata al deflusso delle acque piovane. Gli aghi delle piante di conifera presenti nella siepe di via Antonio Ribacchi, una volta caduti a terra, finiscono infatti – secondo quanto riportato – per ostruire l’unica griglia di raccolta dell’acqua piovana presente nel piazzale, dove confluiscono le acque provenienti da via Matteotti. Loreti sottolinea come spesso siano gli stessi cittadini a intervenire direttamente per rimuovere il materiale accumulato.

Nella lettera si evidenzia inoltre la mancanza di “cura e manutenzione programmata” delle grate destinate alla raccolta delle acque piovane. Una situazione che, secondo Mara Loreti, potrebbe aggravarsi ulteriormente con l’arrivo dell’estate.

I rifiuti organici innescano il processo biochimico della putrefazione della sostanza organica, con emissione di sostanze volatili emananti fetore”, si legge nel documento, nel quale viene sottolineato anche il rischio di proliferazione di zanzare e roditori.

Loreti chiede quindi “la necessaria e urgente riqualificazione di un’area interna alla città storica”, con la rimozione dei rifiuti dallo “scatolare” e la sistemazione delle griglie di raccolta delle acque meteoriche “promessa da tempo“.

Ampio spazio nella lettera è dedicato anche alla contrarietà all’utilizzo di sostanze chimiche per la derattizzazione. “Siamo contrari”, scrive Loreti, spiegando che la presenza di animali domestici e di fauna selvatica renderebbe particolarmente rischioso l’utilizzo di rodenticidi anticoagulanti.

Secondo quanto riportato, queste sostanze “causano una morte lentissima e dolorosa per emorragie interne” e potrebbero rappresentare “un rischio di avvelenamento per cani, gatti e invertebrati. La rappresentante del Comitato richiama inoltre l’attenzione sulla presenza nell’area di ricci, lumache, chiocciole e lucciole, oltre che di rapaci e piccoli mammiferi che potrebbero essere contaminati indirettamente dalle sostanze utilizzate contro i roditori.

Pulizia, decoro, cura del territorio e manutenzione continua sono auspicabili per la tutela paesaggistica e la sostenibilità ambientale e sociale”, conclude Loreti, sostenendo che la prevenzione e la manutenzione ordinaria rappresentino la soluzione più efficace rispetto al ricorso a prodotti chimici.

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Redazione Gualdo News
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