Si è concluso nella serata di mercoledì 20 maggio il progetto “Apprendisti Filosofi”, nato dalla collaborazione tra l’IC Gualdo Tadino-Casacastalda, l’Associazione Peripli – Culture e società euromediterranee e l’UniGualdo, con il sostegno della Fondazione Perugia e il patrocinio del Comune di Gualdo Tadino.
L’iniziativa aveva come obiettivo avvicinare le giovani generazioni alla filosofia intesa non come sapere astratto, ma come pratica viva che interroga il presente e stimola la partecipazione attiva.
Nell’appuntamento conclusivo, che si è svolto presso la scuola secondaria di primo grado “Franco Storelli” di Gualdo Tadino, gli alunni, guidati dal professor Giovanni Marinangeli, hanno incontrato gli iscritti dell’UniGualdo per un interessantissimo dialogo intergenerazionale.
Erano presenti la dirigente scolastica Angela Codignoni e le presidenti Maria Donzelli (Peripli) e Maria Pina Civitareale (UniGualdo).
Gli interventi dei promotori hanno messo in evidenza l’importanza di questo progetto-pilota, nato dall’idea di aprire la scuola secondaria di primo grado al metodo filosofico e di creare, nel dialogo e nel confronto, un ponte tra le generazioni.
Dopo un momento conviviale, è stato proiettato, anche alla presenza dei genitori, il film “Il Riccio”, tratto dal romanzo “L’Eleganza del Riccio” di Muriel Barbery, che racconta la storia di Renée, portinaia in un palazzo parigino e di una ragazzina di 12 anni. La protagonista, come i ricci, fuori è protetta da aculei (la sua corazza da portinaia scontrosa), ma dentro è nobile, sensibile e raffinata.
La visione ha dato lo spunto per belle e profonde riflessioni sulla solitudine, sui pregiudizi sociali e sulla bellezza che si nasconde nei piccoli gesti e nelle anime affini.
“Il progetto e l’evento finale stesso rivestono un altissimo valore educativo: in essi la filosofia si è rivelata, ad alcuni per la prima volta. non come “materia” di studio, ma come atteggiamento e “pratica”, come un laboratorio attivo di pensiero critico e riflessione sui grandi temi e sulle domande legate al senso dell’esistere, alle scelte quotidiane che compiamo, alla problematizzazione e alla ricerca di significati“, sottolineano i promotori.
“Di tutto ciò i nostri ragazzi, e non solo loro, hanno un enorme bisogno, e la pratica dell’indagine filosofica e del dialogo può costituire un potente mezzo per sviluppare l’attitudine a ricercare una sempre migliore consapevolezza di sé, ad ascoltare attivamente gli altri, e ad impegnarsi in un dialogo costruttivo con loro, tutti effetti formativi di enorme valore etico e sociale.“
Gli organizzatori hanno tenuto a ringraziare la Fondazione Perugia per aver creduto nel progetto e per aver offerto la possibilità di realizzarlo.















