La scomparsa di Arnaldo Polidoro lascia un vuoto profondo nell’associazione Raboclimbing e nel mondo dell’arrampicata del territorio.
Fondatore, presidente e punto di riferimento del gruppo, Arnaldo ha legato il proprio nome alla crescita dell’associazione e alla diffusione di uno sport vissuto come occasione educativa, inclusiva e sociale. Pubblichiamo di seguito il ricordo dei suoi “amici di arrampicata”.
Ci sono persone che, con il loro entusiasmo, la loro determinazione e la loro capacità di coinvolgere gli altri, lasciano un segno destinato a rimanere nel tempo. Per tutti noi di Raboclimbing, Arnaldo Polidoro è stato questo: il presidente, il fondatore, il punto di riferimento, ma soprattutto il motore instancabile che ha trasformato un sogno in una realtà in grado di coinvolgere e appassionare tante persone.
Con la nascita di Raboclimbing, nel 2004, Arnaldo ha saputo riunire un gruppo di amici accomunati dall’amore per la montagna, dando vita a un’associazione che negli anni è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per l’arrampicata sportiva nel territorio. Grazie alla sua inesauribile energia, alla sua capacità di guardare sempre avanti e di coinvolgere chiunque incontrasse lungo il cammino, il gruppo ha accolto nel tempo diverse decine di appassionati, costruendo una vera comunità fondata sull’amicizia, sul rispetto e sulla condivisione.
Per Arnaldo l’arrampicata non è mai stata soltanto uno sport. Era uno strumento di educazione, di inclusione, di crescita personale e di amore per la natura.

Con questa convinzione ha promosso numerosi progetti dedicati ai giovani, collaborando con le scuole del territorio e offrendo gratuitamente a centinaia di bambini la possibilità di avvicinarsi all’arrampicata e alla montagna.
Attraverso iniziative come “L’Arrampicata Sportiva” e “Giovani, integriamoci arrampicando”, “L’ABC del movimento” e “L’Arrampicata verso le Olimpiadi”, ha trasmesso valori quali il rispetto degli altri, la fiducia in sé stessi, il lavoro di squadra e il piacere dello stare insieme.
Instancabile promotore dello sport come occasione di crescita sociale, Arnaldo ha organizzato raduni, gare, incontri con importanti guide alpine, manifestazioni sportive e dimostrazioni nelle piazze del territorio, contribuendo a far conoscere l’arrampicata a un pubblico sempre più ampio. Il suo entusiasmo era contagioso e riusciva a coinvolgere chiunque, dai più piccoli agli adulti, dai principianti agli arrampicatori più esperti.
Tra le sue opere più significative rimarranno le due palestre di arrampicata realizzate a Gualdo Tadino e a Sigillo, fortemente volute e rese disponibili gratuitamente per tutti gli iscritti. Queste strutture rappresentano la realizzazione della sua idea di uno sport accessibile a tutti, senza barriere economiche, offrendo opportunità a chiunque desiderasse avvicinarsi a questa disciplina.
Lo stesso spirito lo ha guidato nella valorizzazione della Gola della Rocchetta, luogo simbolo dell’arrampicata locale. Grazie al suo impegno sono state sviluppate nuove opportunità per la pratica sportiva ed è stato valorizzato l’intero contesto ambientale con interventi che hanno reso l’area sempre più accogliente e fruibile per tutti, nel pieno rispetto della natura.
Arnaldo era un combattente. Un uomo generoso, sempre pronto a dedicare tempo ed energie agli altri, con una particolare attenzione verso chi aveva meno possibilità.
Amava profondamente lo sport, la montagna, la vita all’aria aperta, la musica rock e, soprattutto, la compagnia delle persone. Credeva nell’inclusione, nella condivisione e nella sostenibilità delle attività umane nell’ambiente naturale, valori che hanno guidato ogni scelta della sua vita associativa.
Anche l’ultimo importante passo della sua presidenza racconta la sua lungimiranza. La recente fusione di Raboclimbing con il CAI di Gualdo Tadino, da lui fortemente sostenuta, non è stata la fine di un’esperienza ma il modo migliore per garantirne il futuro, custodendo il patrimonio umano, sportivo e culturale costruito in oltre vent’anni di attività.
Oggi ci lascia un presidente, ma soprattutto un amico. Ci lascia una persona che ha saputo far nascere passioni, creare legami e accompagnare tantissime persone alla scoperta della montagna e dell’arrampicata.
La sua eredità vive nelle strutture che ha contribuito a realizzare, nei sentieri percorsi insieme, nelle pareti scalate, nei sorrisi dei bambini che ha avvicinato a questo sport e nelle amicizie nate grazie alla sua instancabile opera.
A nome di tutti gli amici dell’arrampicata salutiamo con profonda commozione Arnaldo Polidoro, ringraziandolo per tutto ciò che ha costruito e per l’esempio che ci lascia. Alla moglie, ai figli e a tutta la sua famiglia giungano il nostro più sincero abbraccio e le nostre più sentite condoglianze.
Ciao Arnaldo. Continueremo a salire, portando con noi i valori che ci hai insegnato e il ricordo del tuo sorriso, certi che ogni vetta conquistata parlerà anche un po’ di te.




















