Il Palio sembrava già aver scelto un’altra strada. Poi, negli ultimi cinque metri, è cambiato tutto.
Porta San Donato ha vinto i Giochi de le Porte 2026 al termine di una corsa a pelo convulsa, imprevedibile, decisa praticamente sulla linea del traguardo, quando San Donato è riuscito a passare San Martino e a consegnare ai giallobianchi i punti necessari per conquistare il Palio di San Michele Arcangelo.
Lo avevamo scritto alla vigilia: “È la gara più istintiva, più rumorosa, più imprevedibile, quella in cui il Palio sembra stare a un passo e, un attimo dopo, può essere fuggito altrove”. È successo esattamente questo.
Vespro, montato da Edoardo Angeli, ha dominato la corsa a pelo dall’inizio alla fine, regalando a San Facondino una vittoria netta nell’ultima prova. Ma dietro di lui si è consumata un’altra gara, quella che ha poi deciso il Palio.
Per lunghi tratti San Martino, con Emanuele Barberini su Uragano, è rimasto davanti a San Donato, affidato a Mario Timpanella su Contrappasso, con San Benedetto in mezzo ai due. In quella situazione i giallorossi avevano il Palio in mano.
Poi, davanti alla basilica di San Benedetto, San Donato è riuscito a superare San Benedetto, ma si è allargato troppo ed è stato nuovamente passato da Roberto Vinciotti su Vasco dei Cantelli.
Davanti al palazzo comunale San Benedetto ha quindi sferrato l’attacco anche a San Martino. A non più di cinque metri dal traguardo, Vasco dei Cantelli e Uragano sono arrivati a contatto. San Martino ha provato a chiudere San Benedetto, i due somari si sono toccati e Uragano si è bloccato.
Contrappasso, che fino a quel momento era rimasto alle sue spalle, è riuscito a infilarsi davanti quasi sulla linea del traguardo, scatenando da un lato il tripudio dei giallobianchi, dall’altro la disperazione dei giallorossi che fino a qualche secondo prima sentivano di avere in mano il Palio o quantomeno la possibilità di andare allo spareggio.
In pochi metri, invece, la classifica si è capovolta: San Facondino primo, San Benedetto secondo, San Donato terzo e San Martino quarto, con i giallorossi che hanno perso pure la piazza d’onore nella graduatoria finale al sorteggio.
La classifica dei Giochi de le Porte 2026 ha così premiato Porta San Donato con 36 punti, davanti a San Benedetto e San Martino con 30 e a San Facondino con 24.
Subito dopo il traguardo la gioia giallobianca si è mescolata alla commozione. Il priore Alessandro Cesaretti, visibilmente emozionato, ha dedicato il Palio ad Alessandro Chiacchierini, giovane portaiolo di San Donato scomparso prematuramente alcuni anni fa. La priora Elisa Lucarelli lo ha invece dedicato alla mamma Raffaella, anche lei venuta a mancare negli anni scorsi.
“Questo è il Palio della tenacia e di chi non molla mai”, ha detto dal palco Alessandro Cesaretti che non è riuscito a trattenere le lacrime. “Questo è per noi l’ultimo anno di mandato e con Elisa desideravamo più di ogni altra cosa poter regalare queste emozioni ai nostri portaioli”.
LE GARE – Il pomeriggio delle gare si era aperto sotto un sole pieno, davanti a una piazza pronta ad accogliere i giocolieri delle quattro Porte. La benedizione del parroco don Michele Zullato ha anticipato l’inizio delle gare.
La prima prova, la corsa a carretto, ha subito fatto capire quanto sarebbe stato equilibrato il Palio. A vincere è stato San Benedetto con Vasco dei Cantelli, l’auriga Andrea Monacelli e il frenatore Giovanni Vannozzi, fermando il cronometro a 1:56:98.
Appena 14 centesimi dietro è arrivato San Donato, con Contrappasso, condotto da Alessandro Scassellati e Filippo Sannipoli, in 1:57:12. Terzo San Martino con Uragano, con Giovanni Pascucci auriga e Andrea Micheletti frenatore, a 1:58:51. Quarto San Facondino con Vespro, con sul carretto Mattia Biagioli e Giacomo Minelli, in 2:03:28.
Tra il primo e il terzo appena 1 secondo e 53 centesimi. Tra primo e quarto poco più di 6 secondi.
A fare la differenza è stata soprattutto la curva della fontanella Depretis. San Facondino, con Vespro indicato alla vigilia tra i favoriti per quanto mostrato nelle prove, aveva allargato troppo la traiettoria; San Martino, al contrario, l’aveva stretta eccessivamente. In una gara giocata sui centesimi, dettagli sufficienti per cambiare la classifica.
SAN MARTINO VINCE LA FIONDA AGLI SPAREGGI, POI SAN DONATO SI PRENDE L’ARCO – Anche la seconda prova, quella della fionda, ha confermato l’equilibrio. San Martino ha vinto con Valerio Matrecano, superando allo spareggio Alessandro Lilli di San Donato dopo che entrambi avevano centrato quattro bersagli su cinque.
Spareggio anche per il terzo posto: Samuele Berardi di San Benedetto ha avuto la meglio su Florian Cani di San Facondino, entrambi fermi a tre centri su cinque nella serie.
Nell’arco è invece arrivata la risposta di San Donato. Gioele Martini ha conquistato la prova con 39 punti, davanti a Emanuele Garofoli di San Martino con 36, Giordano Pica di San Facondino con 33 ed Edoardo Parlanti di San Benedetto con 31.
Alla vigilia della corsa a pelo la situazione vedeva così San Donato in testa con 30 punti, San Martino a 27, San Benedetto a 21 e San Facondino a 12. A giocarsi il Palio restavano le prime due Porte.
La corsa a pelo ha poi confermato quanto poco valgano i calcoli quando entrano in scena i somari in questa gara.
La partenza era già stata un piccolo anticipo di ciò che sarebbe accaduto: oltre dieci minuti di manovre, con gli animali che faticavano ad allinearsi correttamente dietro la linea e i ripetuti richiami del giudice di campo Devis Guidetti.
Poi il via, e il finale che Gualdo Tadino ricorderà a lungo.
A SAN MARTINO LA VITTORIA PER IL MIGLIOR CORTEO STORICO – La domenica dei Giochi era iniziata con un altro verdetto molto atteso. Porta San Martino ha vinto per il secondo anno consecutivo il premio per il miglior corteo storico, conquistando ancora una volta l’ambita mattonella.

La giuria era composta dalla scenografa Livia Borgognoni, presidente, che ha lavorato in produzioni cinematografiche italiane e internazionali con registi quali Marco Ferreri, Francesco Laudadio, Francesca Archibugi, Giovanni Veronesi e Julien Landais; dalla costumista Paola Romoli Venturi, diplomata all’Accademia di Moda e Costume di Roma e attiva nel teatro e nella televisione; e dallo storico Andrea Maiarelli, docente e archivista specializzato in storia della Chiesa, archivistica ecclesiastica ed edizione critica delle fonti medievali e moderne.
La sfilata giallorossa aveva ottenuto 29 punti dalla giuria, con due 10 e un 9, tre in più di San Facondino. I due punti di penalizzazione avevano poi portato San Martino a 27, riducendo a una sola lunghezza il vantaggio in classifica.
La graduatoria definitiva del corteo ha visto quindi San Martino primo con 27 punti, San Facondino secondo con 26, San Donato terzo con 25 e San Benedetto quarto con 19,5, anche quest’ultima con due punti di penalizzazione.
Poi la messa in onore di San Michele Arcangelo e, nel pomeriggio, il ritorno nell’Arengo Maggiore per il Palio.
Alla fine, dopo un’intera giornata di tempi, centri e punteggi, tutto si è deciso dove i Giochi spesso trovano il loro epilogo più autentico: negli ultimi metri della corsa a pelo. E stavolta quegli ultimi metri sono stati giallobianchi.
















