Perugia-Ancona strada senza pace: un mese per evitare i licenziamenti

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E’ una strada senza pace. La Perugia-Ancona non riesce ad essere completata. Adesso, dopo che per anni era stato il tratto umbro a subire stop, rallentamenti e rinvii, è la parte marchigiana a temere di restare un’incompiuta. Una strada che tocca molto da vicino anche la parte nord-est dell’Umbria, che ha nella S.S.76 il principale collegamento con Fabriano e l’intera provincia di Ancona.

L’intera direttissima Perugia-Ancona doveva essere terminata il 31 luglio 2018, come annunciato lo scorso anno, ma basta percorrere il tratto che va da Fossato di Vico a Cancelli e quello da Fabriano a Serra San Quirico per scoprire che la sospiratissima fine lavori è al di là da venire. A rimetterci più di tutti in questo momento è Fabriano, da mesi “strozzata” a est e a ovest da cantieri che provocano rallentamenti e code.

I soliti problemi burocratici stanno mettendo a repentaglio il completamento in tempi brevi di quest’opera. Ora al centro della vicenda vi sarebbe la finora mancata approvazione da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di una variante che riguarda il completamento dei lavori delle due ultime gallerie del raddoppio della statale. La mancata erogazione dei fondi (9 milioni di euro), unitamente al finanziamento del terzo e quarto lotto della Pedemontana Fabriano-Muccia, ha portato l’impresa appaltatrice a comunicare l’avvio di procedure per il licenziamento per 59 lavoratori (su 147) che operano nei cantieri fabrianesi di Cancelli e Borgo Tufico.

In un incontro tra azienda e sindacati, svoltosi venerdì scorso, la Astaldi, contraente generale nell’ambito del progetto Quadrilatero, avrebbe ribadito ai rappresentanti dei lavoratori la volontà di non procedere con i licenziamenti qualora venisse convocata entro i prossimi trenta giorni la riunione del Cipe, attesa invano per il mese di agosto, per dare seguito allo sblocco dei finanziamenti. In questo periodo anche la Regione Marche tenterà una mediazione.

Intanto sono stati consegnati a “Dirpa 2 Scarl” (Astaldi SpA) i lavori per la realizzazione del secondo lotto della Pedemontana delle Marche, pari a circa 8,4 km di nuova viabilità da Matelica Nord a Castelraimondo Nord.

Monta però la rabbia dei pendolari, costretti a viaggiare in imbuti stradali pieni di autovelox e con limiti di velocità molto bassi, i quali, in caso di mancata riunione del Cipe, minacciano azioni eclatanti.

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