Erasmus Plus, il “Sigismondi” di Nocera in Serbia con cinque studenti

Un’esperienza internazionale per aprirsi a nuove culture e religioni. Un’occasione di incontro per riscoprire i valori dell’ospitalità e della famiglia. In questo contesto si inserisce il progetto interculturale Erasmus plus cui l’IIS “Sigismondi” di Nocera Umbra partecipa da anni.

Appena di ritorno dall’esperienza a Novi Sad, città serba capitale europea della cultura, Sara Ribiscini e Maria Frate del 1B del Liceo delle Scienze Umane raccontano: “Prima di partire eravamo un po’ titubanti. Ci sbagliavamo. È stato un viaggio che ci ha insegnato a non avere pregiudizi”.

Grazie alla disponibilità dei docenti Geltrude Borgarelli e Andrea Giansiracusa, le due alunne selezionate con una graduatoria interna insieme ai compagni Lorenzo Amantini (2A Iti), Gessica Drozdek (1A Liceo) e Stefano Vinci (2A Iti), hanno potuto prendere parte allo scambio interculturale dal 19 al 26 ottobre scorsi.

Salutati all’arrivo dalla referente locale del progetto, la dottoressa Alexsandra Spasic, gli studenti sono stati accolti con una cerimonia di benvenuto nell’aula magna della scuola ospitante sulle note di “Bella ciao” cantata, per l’occasione, dagli alunni serbi.

Nel corso della settimana, quindi, i ragazzi hanno preso parte alle attività didattiche proposte dalla scuola, visitando non solo la città di Novi Sad con i suoi musei e gallerie d’arte, ma potendo pure apprezzare gli angoli più caratteristici del borgo di Karlovci e della capitale, Belgrado.

Due giorni sono stati anche dedicati alla sensibilizzazione sul tema della parità di genere, riflettendo sul ruolo della donna nella storia e nella scienza a partire dall’esempio della moglie di Albert Einstein, la fisica serba Mileva Marić.

“È stata sicuramente un’esperienza formativa, che ha chiesto ai nostri studenti di uscire dalla propria zona di confort e di sperimentare qualcosa di diverso, immedesimandosi in dinamiche culturali differenti”, ha commentato il professor Giansiracusa.

“Ci dispiace non aver potuto trascorrere più tempo in famiglia – hanno commentato gli studenti – È stata, però, un’occasione utile per migliorare il nostro inglese, per imparare a diventare persone autonome e responsabili. Un’occasione che sicuramente non capita tutti i giorni, ma che certo aiuta a crescere e a imparare a vivere”.

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