Il Partito Democratico di Gualdo Tadino interviene sul caso che nelle ultime settimane ha riguardato la consigliera di opposizione Simona Vitali, capogruppo di Rifare Gualdo, dopo il rigetto del ricorso da parte del Giudice di Pace di Gubbio. Con una nota, il partito respinge la ricostruzione proposta da Fratelli d’Italia e dalla stessa consigliera, che definisce una “narrazione vittimistica e strumentale“.
La vicenda nasce da una sanzione amministrativa elevata dalla Polizia Locale per la presenza di manifesti elettorali, relativi alla campagna per le regionali del 2024, sulle vetrine della sede del comitato. Contro la multa, Vitali aveva presentato ricorso.
Quel contenzioso aveva fatto scattare il procedimento di incompatibilità per lite pendente con l’ente, previsto dal Testo unico degli enti locali ma contestato dalla consigliera la quale, citando la Cassazione aveva sottolineato come la norma del TUEL vada interpretata e non presa alla lettera, e il Consiglio comunale aveva votato l’incompatibilità a maggioranza. La consigliera ha poi scelto di pagare la sanzione senza ricorrere in appello, conservando così il seggio.
Nel comunicato, il Pd apre richiamando una frase attribuita alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Questa non è la repubblica delle banane, qui si rispettano le regole!”. Secondo la sezione gualdese, le dichiarazioni di Fratelli d’Italia rappresentano un tentativo di costruire una polemica politica su una questione amministrativa. Il Pd rivendica di avere mantenuto fin dall’inizio “un profilo istituzionale e responsabile“.
Centrale, nella replica, è la contestazione della frase con cui la consigliera ha sintetizzato la propria lettura: “La Legge per gli amici si interpreta e per i nemici si applica”. Per il Pd si tratta di “un’affermazione di una gravità inaudita“, anche perché, sostiene il partito, “le vetrofanie motivo della sanzione sono state tolte solo pochi giorni fa“.
Il partito nega qualsiasi intento punitivo nei confronti della consigliera e collega la propria posizione all’esito del procedimento giudiziario: “Il ricorso presentato sulla vicenda è stato rigettato e la correttezza delle procedure seguite è stata confermata nelle sedi competenti”. Da qui la conclusione: “Non vi è stata alcuna discriminazione, alcun accanimento politico e nessun tentativo di colpire l’opposizione. È stata semplicemente applicata la legge“.
Il Pd respinge inoltre i riferimenti a presunti complotti o attacchi alla democrazia, e richiama il principio per cui “il rispetto delle istituzioni non consiste nell’accettarne le decisioni soltanto quando risultano favorevoli, ma nel riconoscerne l’autorevolezza anche quando non coincidono con le proprie aspettative”. La nota si chiude con un richiamo al ruolo delle istituzioni: “La democrazia si difende rispettando le regole, le procedure e le istituzioni. Tutto il resto è propaganda“.


















