San Pellegrino, questa è la sera del “Maggio”

foto n+ - Neropositivo

E’ il momento dell’edizione numero 1019 della Festa del Maggio di San Pellegrino, uno degli eventi più antichi d’Europa. Il borgo gualdese questa sera, 30 aprile, rivivrà l’affascinante rito dell’alzata del pioppo.

La Festa si svolge dall’anno 1004: al termine della messa delle 17,30, i maggiaioli si recano di corsa verso il posto dove verrà abbattuto il pioppo o “maggio”, luogo che fino a quel momento è noto solo al capomaggio, la guida dei maggiaioli.

Giunti sul luogo prescelto, con l’esclusivo utilizzo di una fune, di asce e della forza delle braccia, il pioppo viene abbattuto e caricato su di un carro agricolo detto “sterzetto“. Insieme ad esso viene caricato anche un altro pioppo più piccolo che fungerà da punta fiorita del bastone del Pellegrino. Fatto ciò i maggiaioli trasportano lo sterzetto sino alle porte del paese da dove, al suono delle campane e allo scoppio dei fuochi di artificio, partono per un’emozionante corsa sino alla piazza in cui sarà piantato il maggio.

L’ALZATA – Una volta conclusa la “volata” dello sterzetto i pioppi vengono adagiati a terra e, con l’ausilio di asce, privati delle foglie, dei rami e della corteccia. Mentre alcuni maggiaioli si impegnano nella fondamentale fase della giuntura del pioppo grande con quello più piccolo, altri scavano con badili e picconi la buca nella quale verrà inserita la base del maggio.

Inizia a questo punto la parte più delicata ed emozionante di tutta la festa, quella dell’alzata.

Nel silenzio più assoluto, in modo che si possano sentire gli ordini del capomaggio, i maggiaioli iniziano a sollevare l’albero attraverso un preciso gioco di scale e corde. Il maggio inizia la sua lenta scalata al cielo, si possono sentire le corde tendersi e le scale scricchiolare sotto la sforzo, ma alla fine la punta fiorita del maggio svetta nuovamente maestosa tra le stelle di San Pellegrino.

Nei primi giorni di aprile di ogni anno i maggiaioli piantano nuovi giovani pioppi, nel rispetto di quella natura che da mille anni dona loro la gioia di un rito così intenso.

VISITE GUIDATE CON IL FAI – Lunedì 1 maggio alle 11.30 sarà celebrata la solenne messa in ricordo del santo Pellegrino. Nel pomeriggio il Gruppo FAI di Gualdo Tadino, in collaborazione con l’associazione Maggiaioli, organizza delle visite guidate nella chiesa parrocchiale di epoca romanica. “Uno scrigno di opere d’arte che racchiude in sé più di 90 affreschi risalenti in epoche diverse, eseguite a partire dal 1300. Tra le tante opere spicca un ciclo pittorico di Matteo da Gualdo, che raffigura la storia del Santo Pellegrino”, spiegano i responsabili del Fai. Le visite si terranno dalle 15 alle 19 e sono a contributo libero.

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