Sassoferrato, ripartono gli scavi in collaborazione con università USA. Modello replicabile a Gualdo Tadino?

Dopo oltre 16 anni, l’antica città romana di Sentinum, a Sassoferrato, torna al centro della ricerca archeologica grazie a un progetto internazionale promosso dal Gruppo Archeologico Appennino Umbro-Marchigiano (GAAUM). Un risultato importante, frutto di tre anni di intenso lavoro e relazioni avviate con alcune università statunitensi, che oggi si concretizza con l’inizio ufficiale di una nuova campagna di scavi, alla quale partecipa anche l’Hiram College dell’Ohio, negli Stati Uniti.

Il progetto, presentato in conferenza stampa al Parco Archeologico di Sentinum, è il frutto di una collaborazione tecnico-scientifica tra il Comune di Sassoferrato, il GAAUM e il team americano guidato dai professori Amanda Chen e Will Ramundt, e rappresenta un punto di svolta per la valorizzazione del patrimonio archeologico locale.

A dare impulso alla proposta progettuale, inviata tre anni fa dagli archeologi di Orvieto Stefano Talamoni e Claudio Bizzarri, è stata proprio la manifestazione d’interesse ricevuta da diverse università americane, culminata in un sopralluogo nel 2024 a Sassoferrato.

Alla presenza del sindaco di Sassoferrato Maurizio Greci, dell’assessore alla Cultura della Regione Marche Chiara Biondi, di funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, di rappresentanti dei Comuni limitrofi (Fabriano, Castelleone di Suasa) e delle principali associazioni culturali del territorio, l’archeologa Amanda Chen, portavoce della delegazione americana, ha espresso entusiasmo e gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per l’opportunità di partecipare a una ricerca che si preannuncia di grande valore scientifico, della durata triennale.

UN MODELLO ANCHE PER GUALDO TADINO? – Quanto accaduto per Sentinum si vorrebbe estendere anche a Gualdo Tadino. Lo stesso GAAUM fa sapere di voler avviare un percorso simile anche per i siti archeologici di Tadinum e Colle i Mori, due aree di grande interesse storico e archeologico i cui scavi sono stati interrotti da diversi anni.

L’obiettivo è replicare il modello virtuoso sperimentato a Sassoferrato, coinvolgendo atenei stranieri, esperti e istituzioni locali per dare nuova vita alla ricerca e alla valorizzazione della storia remota della città.

Articolo precedenteOblivion in scena a Gubbio per l’inclusione, una serata speciale per abbattere le barriere
Articolo successivo“Note tra gli alberi”, il 12 luglio a Valsorda il concerto di Gaia Trionfera e Nigel Thean
Redazione Gualdo News
Gualdo News è il nuovo portale di informazione 2.0 della città di Gualdo Tadino.