Nel cinquantesimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, Marco Bisciaio firma un nuovo progetto di divulgazione culturale che trasforma in podcast il suo lavoro teatrale dedicato alle ultime ore di vita del poeta friulano.
Dopo la rappresentazione portata lo scorso 14 novembre al Teatro Talia di Gualdo Tadino, lo spettacolo Pier Paolo Pasolini, assassinio di un poeta diventa ora un racconto in due puntate, disponibile nel podcast “Story Waves”.
La versione teatrale, scritta e interpretata da Marco Bisciaio e curata dall’associazione culturale Arte & Dintorni, aveva già conquistato il pubblico gualdese per l’intensità e la capacità di restituire, con rigore e sensibilità, il clima cupo e controverso che avvolge la notte dell’1 novembre 1975 all’Idroscalo di Ostia.
Un caso mai del tutto riaperto, segnato da contraddizioni, testimonianze discordanti, omissioni e interrogativi che ancora oggi alimentano un dibattito acceso.
Nel passaggio al puro formato podcast, registrato negli studi di Gualdo News, Marco Bisciaio sceglie un linguaggio narrativo essenziale e avvolgente, costruendo una sorta di “cold case letterario” che restituisce voce e contesto agli ultimi spostamenti, agli ultimi incontri e agli ultimi pensieri di Pasolini.
Le due puntate attraversano la versione giudiziaria di Pino Pelosi e le piste alternative indagate negli anni, intrecciando fatti, documenti, incongruenze e riaperture d’inchiesta con la lente poetica dello scrittore: dagli Scritti corsari alle Lettere luterane, fino a Petrolio e Salò.
Il risultato è un racconto teso, che non offre soluzioni definitive ma invita a guardare ancora quella notte con occhi nuovi. Una narrazione che alterna ricostruzione, riflessione e memoria nel mistero che ancora avvolge la vicenda.
Con “Story Waves”, l’attore gualdese amplia così il percorso avviato sul palcoscenico, portando il pubblico dentro una storia che continua a interrogare l’Italia intera.
Un omaggio al Pasolini intellettuale, regista e scomodo osservatore del Paese, ma soprattutto al Pasolini uomo, fragile e coraggioso, la cui morte, dopo cinquant’anni, resta una ferita ancora aperta.


















