Torna nel 2026 il Premio Ferroviario Europeo “Euroferr”, riconoscimento internazionale dedicato alla valorizzazione delle piccole e meno conosciute stazioni ferroviarie europee.
Istituito nel 2021, in occasione dell’Anno Europeo delle Ferrovie promosso dall’Unione Europea, il Premio nasce dall’intuizione (tecnica, culturale e civica) di interpretare la ferrovia come un ponte tra territori, un’infrastruttura sociale capace di conferire continuità all’Europa più remota, diffusa e tradizionale.
Fra i luoghi simbolo che incarnano questo spirito sono rientrate anche le stazioni di Gualdo Tadino, Fossato di Vico-Gubbio e Nocera Umbra, insieme ad altri cinque scali umbri (Deruta, Orvieto, Fabro, Ficulle e Attigliano), quali esempi emblematici di come una stazione “minore” possa divenire soglia privilegiata verso territori di rilevante valore storico, paesaggistico e archeologico.
Il riconoscimento aveva rappresentato un’occasione per riscoprire questi scali non solo come snodi di mobilità, ma come veri e propri testimoni di un’epoca e punti di accesso a borghi e aree che meritano di essere conosciuti attraverso forme di turismo sostenibile e consapevole.
“Il treno è soprattutto cultura – affermano i promotori del premio, AEC (Association Européenne des Cheminots), con il supporto dell’UTP (Utenti Trasporto Pubblico) e del CIFI (Collegio degli Ingegneri Ferroviari Italiani). Una dichiarazione che richiama la tradizione europea degli studi ferroviari, nei quali l’infrastruttura non è mai disgiunta dai suoi effetti culturali, sociali e simbolici.
Il premio rinnova quindi la propria missione con un manifesto di principi aggiornato, sempre più orientato alla tutela di quei presìdi ferroviari che, nella loro apparente marginalità, custodiscono un capitale immateriale prezioso: memoria storica, identità territoriale, paesaggi culturali e vocazione turistica.
Per l’edizione 2026, in occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, l’AEC intende dedicare un’attenzione particolare alle stazioni della linea FCU (Ferrovia Centrale Umbra), auspicandone la riapertura da Terni a Città di Castello, insieme a quelle del Lago Trasimeno e di Assisi.


















