Oltre cento partecipanti, con iscrizioni esaurite già due giorni prima dell’evento, all’archeo passeggiata “All’origine dell’acqua”, organizzata dal Gruppo Archeologico Appennino Umbro-Marchigiano (GAAUM) di Gualdo Tadino.
Una partecipazione superiore alle attese che ha confermato l’interesse per le iniziative legate alla scoperta del territorio.
L’appuntamento, giunto alla terza edizione e aperto anche agli amici a quattro zampe, si è svolto domenica 19 aprile con partenza dalla Rocca Flea. I partecipanti erano provenienti da Umbria, Lazio, Marche ed Emilia Romagna, oltre a turisti stranieri, tra cui un gruppo dall’Inghilterra.
Un’adesione ampia che ha portato rapidamente al tutto esaurito: “L’evento è andato ampiamente oltre le nostre aspettative, registrando già il sold out nella mattinata del venerdì”, fanno sapere gli organizzatori.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comitato Unicoop Etruria sezione soci di Gualdo Tadino, ha proposto un percorso alla scoperta delle sorgenti di Santo Marzio, aperte eccezionalmente al pubblico insieme all’antico eremo.
Un itinerario che ha unito aspetti naturalistici e storici, attraversando un paesaggio caratterizzato da boschi, rocce e ambienti legati alla storia e alla spiritualità locale.
Durante la giornata i partecipanti hanno potuto approfondire il legame tra Gualdo Tadino e la risorsa acqua, elemento che nel tempo ha contribuito a definire l’identità del territorio. “Un forte connubio che ha legato e lega la storia e l’immagine di questa comunità”, è stato sottolineato nel corso dell’iniziativa, ricordando come la città fosse già in passato riconosciuta come “città delle acque” per la presenza diffusa di sorgenti.
Il percorso ha seguito anche il tracciato dell’antico acquedotto medievale, collegando la Rocca Flea alle sorgenti di Santo Marzio e della Rocchetta.

L’evento è un appuntamento fisso promosso dal GAAUM, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio ambientale e culturale locale. Un’iniziativa che unisce partecipazione e conoscenza, nel segno di un rapporto con l’acqua che, come ricordano i promotori citando San Francesco, resta “utile, preziosa e casta”.















