Si chiude, almeno sul piano giudiziario e amministrativo, la vicenda che nelle ultime settimane ha animato il dibattito politico gualdese attorno alla posizione della consigliera comunale di opposizione Simona Vitali, capogruppo di Rifare Gualdo.
Il Giudice di Pace di Gubbio ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla consigliera contro la sanzione amministrativa elevata dalla Polizia Locale del Comune di Gualdo Tadino per la presenza di alcuni manifesti elettorali, relativi alla campagna per le elezioni regionali del 2024, sulle vetrine della sede del comitato elettorale.
Nonostante l’esito del procedimento, Simona Vitali manterrà il proprio seggio in Consiglio comunale. Come già annunciato durante la seduta consiliare di venerdì scorso, la consigliera procederà infatti al pagamento della sanzione, determinando così la cessazione della lite pendente con l’ente e il venir meno della causa di incompatibilità prevista dall’articolo 63 del Testo unico degli enti locali.
La vicenda era approdata in Consiglio comunale per la presenza di un contenzioso tra un consigliere e l’ente di appartenenza. La maggioranza aveva quindi votato l’incompatibilità, concedendo alla consigliera il termine previsto dalla legge per rimuoverne la causa.
Dopo la sentenza, i gruppi di maggioranza in consiglio comunale (Partito Democratico, Gualdo Futura e Forza Gualdo) hanno diffuso una nota dai toni particolarmente severi, sostenendo che il pronunciamento del Giudice di Pace ha definitivamente chiarito la correttezza dell’iter seguito dall’amministrazione.
Secondo la maggioranza, “il vittimismo sbandierato in queste ore dal partito Fratelli d’Italia, dai suoi rappresentanti locali e nazionali, si rivela oggi per quello che è sempre stato: infondato e profondamente irrispettoso delle istituzioni”.
Nel comunicato si legge inoltre che “far rispettare le normative inerenti la propaganda elettorale, il Codice della Strada e i regolamenti comunali sulle pubbliche affissioni non è un atto di censura politica, ma un principio di equità che si applica a tutti i normali cittadini”.
I gruppi di maggioranza ribadiscono che la procedura seguita nella massima assise cittadina era un “atto dovuto” e non una scelta discrezionale, aggiungendo che “chi siede tra i banchi del Consiglio Comunale ha il dovere morale e politico di dare l’esempio e di rispettare le regole che valgono per tutti i cittadini”.
Da qui l’invito rivolto alla consigliera Vitali “a prendere atto del fallimento della sua linea e a chiedere scusa per il brutto spettacolo mediatico che ha regalato alla storia politica della città, non la prima occasione per dire la verità, considerando i fatti di quando era assessora della giunta Morroni“.
Nella parte conclusiva del documento si evidenzia che “i materiali elettorali in questione sono stati rimossi solo negli scorsi giorni, quando si poteva e doveva farlo subito dopo le elezioni, evitando un teatrino politico“.
Di diverso avviso la consigliera Simona Vitali, che ha affidato la propria replica a un lungo post pubblicato sui social network.
“È arrivata la sentenza che ha rigettato il ricorso che avevo presentato contro la multa. Non presenterò appello e procederò al pagamento. Purtroppo non potrò difendermi fino all’ultimo grado di giudizio perché la maggioranza della nostra città me lo ha impedito votando per la mia incompatibilità. O rinuncio alla difesa o decado da consigliere, e questo non posso consentirlo“, ha scritto.
“Resto convinta che questa vicenda sia frutto di un mai celato fastidio verso il dissenso e che ci sia stato un accanimento nei miei confronti, legato esclusivamente al mio ruolo di avversario politico – prosegue – Tre sanzioni elevate in 20 giorni, a cavallo tra dicembre 2024 e gennaio, per oltre 5.000 euro, per l’affissione di manifesti elettorali, come avviene in tutte le sedi di partito in ogni città, rappresentano un fatto senza precedenti per Gualdo e per altrove. Ed è bene che ciascuno tragga le proprie conclusioni.”
Pur prendendo atto della decisione del Giudice di Pace, Vitali ha ribadito di non condividerne il contenuto: “Il giudice si è espresso e ha dato una decisione contraria alle mie ragioni e, nonostante non conosciamo ancora le motivazioni addotte, io ne prendo atto, anche se la ritengo una decisione sbagliata“.
La consigliera ha spiegato di aver rinunciato a proseguire il contenzioso per evitare la decadenza dal ruolo di consigliere comunale. “Non potrò però dimostrarlo in un grado successivo, e questo mi dispiace“, ha affermato, aggiungendo che “impedire a un cittadino di difendersi rappresenta il gradino più basso nella scala dei valori“.
Vitali ha quindi confermato la volontà di proseguire il proprio impegno politico: “Per me questa amara storia si chiude qui. Da domani si riparte con ancora più determinazione nel lavoro di opposizione, che continuerà ad essere forte, seria e competente”.
Nel post, la consigliera ha inoltre pubblicato l’immagine della sede elettorale di Stefania Proietti, all’epoca candidata presidente della Regione, con affissi dei manifesti durante la campagna per le regionali, concludendo il proprio intervento con una frase che sintetizza la sua lettura dell’intera vicenda: “Per gli amici la legge si interpreta e per i nemici si applica“.


















