Il Museo Civico della Rocca Flea di Gualdo Tadino è pronto a ospitare due mostre che arricchiranno la proposta culturale della città fino al mese di Gennaio 2022.
La prima è quella di Ivano Calcagno dal titolo Jungle Life, che sarà inaugurata venerdì 22 ottobre alle ore 11 e che sarà visitabile fino al 28 novembre. Il giorno dopo, sempre alle ore 11, toccherà invece ad Arte, fuoco e ceralacca – i sigilli della collezione Francesco Allegrucci che occuperà il Museo fino al 30 gennaio.

JUNGLE LIFE – Cosa sta succedendo al nostro pianeta? Piegato dal cambiamento climatico, dallo sfruttamento improprio delle risorse, dall’incuria nei suoi confronti. Siamo di fronte ad una nuova fase, l’abbiamo sentito ripetere centinaia di volte sui giornali, nei social, in televisione, nei dibattiti:il rischio ambientale è enorme e reale. È necessario tornare indietro, sperimentare uno stile di vita diverso che ricongiunga l’uomo alla natura. Ivano Calcagno con la sua sensibilità artistica e ispirati dalla sua vivida fantasia, chiama a raccolta spiriti, numi tutelari, creature antropomorfe che appartengono alla natura stessa, a protezione di tutte le creature viventi. Nascerà un nuovo mondo e nuovi modi di sentire? L’uomo sarà in grado di proteggere il pianeta da sé stesso? Ivano Calcagno è un cantautore, quello di “Principessa delle rose”, dei Festival di Sanremo, delle collaborazioni con Gino Paoli e altri musicisti italiani, ma è anche un artista figurativo in grado di condurre lo spettatore attraverso un’esplosione di colore, una pioggia di emozioni. In Jungle Life si misura con le atmosfere pop, del graffitismo, del fumetto e dell’underground: collage, china, colore. E poi arriva laceramica, piatti che si trasformano in sculture, in cui le figure sembrano da lì a poco uscire dalla superficie e materializzarsi, assumere nuove forme, entrare in collisione con il nostro spazio. La mostra è a cura di Catia Monacelli, direttrice del Polo Museale di Gualdo Tadino.

ARTE, FUOCO E CERALACCA, i sigilli della collezione Francesco Allegrucci – La pratica di sigillare esiste dall’antichità più remota e la sua stessa universalità la situa all’altezza di altri grandi fattori di civiltà; simbolo di identità e proprietà, connesso alla nascita della scrittura, del commercio e dell’organizzazione statale, il sigillo ha certificato e tutelato per almeno sette millenni beni materiali e ruoli sociali. Destinate a lasciare la propria impronta su argilla, cera, piombo e ceralacca le matrici hanno elaborato un linguaggio estetico e simbolico espresso attraverso l’araldica e l’arte della calligrafia, mentre le impugnature si sono spesso trasformate in preziosi complementi da scrivania, caricandosi di valori artistici che ne hanno fatto un ricercato oggetto da collezione sin dall’antichità classica. La collezione Francesco Allegrucci offre la possibilità di spaziare attraverso tre secoli di sigillatura con esemplari che ne evidenziano i molteplici impieghi; la diversità delle forme, dei materiali e delle funzioni si snoda dalle raffinate concessioni imperiali degli Asburgo sino agli umili stampi da pane, dai gioielli alle sante reliquie, dai sigilli ufficiali ai chiudi-busta della corrispondenza amichevole. La mostra è a cura di Anna Nancy Rozzi.













