E’ stata praticamente una “controconferenza”, rispetto a quella di inizio anno dell’amministrazione comunale, l’incontro con la stampa convocato dal gruppo consiliare Rifare Gualdo, che ha voluto fare il punto sulle principali questioni cittadine toccando, in larga parte, gli stessi temi affrontati dalla giunta.
Presenti la capogruppo Simona Vitali e le consigliere Chiara Casciani e Cinzia Natalini.
La notizia politicamente più rilevante emersa dall’incontro è stata l’annuncio della ricandidatura a sindaco di Simona Vitali alle elezioni del 2029. Rifare Gualdo sceglie quindi di muoversi autonomamente con largo anticipo puntando a costruire in questi tre anni un progetto alternativo all’attuale amministrazione comunale.
“Non ripeteremo gli errori commessi la volta scorsa – ha spiegato Vitali, riferendosi alle primarie del centrodestra – Il nostro è un progetto aperto a chi vorrà unirsi a noi, forti di un comitato composto da 180 persone e consapevoli che una larga parte della città è dalla nostra parte. Di sicuro non andremo con il cappello in mano (verso le altre forze politiche, ndr).”
Tra i temi più critici affrontati vi è stato quello del calo demografico. Rifare Gualdo contesta la narrazione di una città attrattiva, portando come esempio i dati del 2025.
Il saldo migratorio positivo, pari a +80, è giudicato largamente insufficiente essendosi dimezzato rispetto al periodo pre-Covid, mentre il numero dei nuovi nati (appena 51) rappresenta il dato peggiore di sempre.
“Non riusciamo ad attrarre persone né dall’Umbria né dalle Marche – ha detto la capogruppo – nonostante il crollo dei valori immobiliari. I giovani diminuiscono, partono e non tornano. In dieci anni abbiamo perso 1.160 abitanti e da tempo Gualdo Tadino è sotto i 15mila residenti, con una perdita di peso anche a livello regionale.”
Ampio spazio è stato dedicato anche al centro storico, che secondo il gruppo di opposizione non avrebbe beneficiato delle politiche messe in campo dall’amministrazione.
I bandi per la residenzialità e per le attività economiche vengono definiti “un flop“, con appena quattro nuovi residenti, di cui solo due provenienti da fuori comune.
“Quei 51mila euro stanziati – ha affermato Simona Vitali – li avremmo investiti in un calendario di eventi natalizi di qualità e in un vero piano di marketing per la città, che non ha mai avuto. Dal primo dicembre al 15 gennaio il centro è stato costantemente vuoto.”
Le nuove attività, sottolinea Rifare Gualdo, sono nate esclusivamente grazie all’iniziativa di privati cittadini “che hanno fatto da mecenati creando posti di lavoro veri.”
Tra i dossier aperti, quello dell’ex ospedale Calai. Vitali ha parlato di “silenzio di tomba”, ricordando che la giunta regionale è in carica da oltre un anno e mezzo e che non si sa che fine abbiano fatto i 9 milioni di euro stanziati dalla precedente giunta Tesei.
“Stiamo ancora aspettando la presidente della Regione Stefania Proietti a Gualdo Tadino. Il recupero del Calai è l’elemento fondamentale per il rilancio del centro e dell’intera città.”
Stesso giudizio negativo per la situazione del fabbricato nei pressi della “salita dei Fiammiferi” e del Centro Promozionale della Ceramica, “sul quale in 12 anni non è arrivata nessuna idea, ma solo la stessa risposta dell’amministrazione comunale alle nostre sollecitazioni: ‘Stiamo facendo’.”
Il progetto di recupero della Valle del Fonno, secondo il gruppo, dopo 13 anni è ancora fermo al punto di partenza. “Questa situazione è l’emblema dell’amministrazione Presciutti: un fallimento sotto tutti i punti di vista“, ha detto la capogruppo.
Sul fronte delle scuole, Rifare Gualdo ha ricordato che l’edificio della “Domenico Tittarelli” è chiuso da cinque anni, con lavori sospesi e senza spiegazioni ufficiali. Critiche anche sulla localizzazione dell’impianto indoor di atletica e sull’utilità delle nuove palestre di Cartiere e Cerqueto.
Non è mancato un affondo sullo stato degli impianti sportivi. “C’è una ferita aperta ed è quella dell’Antistadio “Nello Saltutti”, che ha un fondo pressoché impraticabile – ha detto Simona Vitali – È stato fatto passare come un evento straordinario la ricarica del campo di Rigali e la tinteggiatura degli spogliatoi, ma si tratta di interventi di prassi.”
La piscina comunale, ha aggiunto, “è chiusa da due mesi per un guasto” e necessita di una manutenzione straordinaria, mentre i lavori di efficientamento energetico non sono ancora iniziati.
Altro tema caldo è stato il rinnovo della convenzione per la gestione dei musei, sul quale il gruppo ha votato contro in consiglio comunale. “Non possono essere affidati sette musei senza gara – ha ribadito Vitali – Il Polo Museale non è un soggetto in-house. Abbiamo chiesto alla giunta il ritiro dell’atto e in mancanza ci siamo rivolti all’Anac per un parere.”
Sul bilancio comunale, Rifare Gualdo ha puntato l’attenzione sulle mancate riscossioni, che supererebbero i 5 milioni di euro, e sull’aumento del valore del patrimonio immobiliare. “È grave – ha detto l’esponente di Rifare Gualdo – che nessun consigliere di maggioranza sia intervenuto su un tema così importante come il bilancio. Significa non conoscere la materia ed essere irrispettosi verso i cittadini.”
“Non arrivano proposte dai banchi della maggioranza – ha affermato la capogruppo – Gli unici due atti presentati riguardano grandi temi nazionali e internazionali, probabilmente per sostenere qualche parlamentare amico, ma non ciò che attiene la vita quotidiana dei gualdesi».
Rifare Gualdo invece, ha aggiunto, ha “presentato numerosi atti, ma alle nostre segnalazioni l’amministrazione non risponde e le nostre proposte vengono sistematicamente bocciate, tranne una sulle mura federiciane, per la quale stiamo ancora aspettando la convocazione della commissione competente.”
Infine, il capitolo dedicato alle persone fragili. Secondo il gruppo di opposizione, in dodici anni non sarebbero stati messi in campo progetti strutturali. “Di questo tema si parla solo quando c’è da partecipare a qualche evento – ha accusato Vitali –. Avevamo proposto un fondo per favorire l’inserimento dei ragazzi fragili nei centri estivi, ma ci è stato risposto che non c’erano risorse, quando si parlava di poche migliaia di euro».
Dubbi anche sul trasferimento del centro socio-riabilitativo Il Germoglio presso l’Istituto Don Bosco, di cui, conclude il gruppo, “non si sa più nulla.”













