Monsignor Felice Accrocca è il nuovo vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino

Monsignor Felice Accrocca è da ieri pomeriggio ufficialmente il nuovo vescovo della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

Nella cattedrale di San Rufino ad Assisi monsignor Accrocca ha preso possesso della diocesi. Lo scambio di mitra e pastorale tra l’amministratore apostolico monsignor Domenico Sorrentino e il nuovo vescovo ha sancito il passaggio di consegne, al termine del quale i due prelati si sono stretti in un commovente abbraccio.

Letto il decreto di nomina da parte di papa Leone XIV da parte del delegato generale don Giovanni Zampa, il nuovo vescovo ha preso posto sulla cattedra della diocesi.

Prima dell’ingresso in chiesa, monsignor Accrocca aveva percorso un pellegrinaggio di sei tappe attraverso i luoghi più significativi della spiritualità francescana, iniziato alle 15.30 alla Porziuncola, dove era stato accolto dal custode della Basilica padre Massimo Travascio e dal provinciale dei Frati Minori fra Francesco Piloni.

Aveva poi visitato l’Istituto Serafico, pregato nella Basilica di San Francesco, sostato al Santuario della Spogliazione, dove ha incontrato brevemente la stampa e i genitori di san Carlo Acutis, e nella Basilica di Santa Chiara.

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In piazza del Comune aveva infine incontrato le autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Assisi Valter Stoppini, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, il Prefetto Francesco Zito e i sindaci dei comuni della diocesi, prima di salire a piedi verso la cattedrale, accolto sul sagrato da una rappresentanza dell’Ente Calendimaggio con le due Parti in costume.

Al centro dell’omelia, la pace. Accrocca ha detto di avere “un sogno: salendo in città, venendo dalla Porziuncola, poco prima della prima rotonda, ci accoglie una scritta: ‘benvenuti in Assisi città della pace’. Sogno una chiesa di pace, per la città della pace”.

Ha poi evocato la figura di Francesco come “bomba atomica” evangelica: “Noi abbiamo la bomba atomica di Francesco e dobbiamo far esplodere questa bomba come fece lui con gesti paradossali ma evangelici, perché il Vangelo ha le sue ragioni che la ragione non ha”. Sui conflitti in corso nel mondo ha aggiunto: “La guerra si ammanta di parole come giustizia e libertà, ma gli interessi sono altri e a muoverli sono poche persone, a spese degli anelli deboli della catena che sono i primi a morire. Ai potenti e a chi procura tanta sofferenza vorrei dire: possano incontrare Dio ora come Padre prima di doverlo incontrare come giudice.”

Sul suo arrivo nella diocesi, Accrocca ha scelto parole di umiltà e apertura: “Non ho programmi, mi sembra irrispettoso presentarmi con programmi già fatti: ci conosceremo a poco a poco e indicheremo assieme mete nuove”. Ha anche risposto alla domanda che sente rivolgersi interiormente: “Perché a me? Non lo so. Dio lo ha permesso e io mi affido a lui, serenamente”.

Nel suo saluto iniziale, monsignor Sorrentino aveva consegnato al successore un‘eredità spirituale ricca ma non priva di sfide: “Non potrei fingere, dopo vent’anni di ministero, che essa non conosca le odierne fatiche della fede. Cristo non va più dato per scontato. Il Vangelo va riannunciato, come e più del tempo di Francesco”. Parole che hanno tracciato con chiarezza il compito che attende il nuovo pastore in una diocesi che porta nel nome Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino luoghi di santità e di storia profondamente legati alla tradizione francescana.

Sabato 28 marzo monsignor Accrocca prenderà possesso anche della diocesi di Foligno, nella cattedrale di San Feliciano.

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Redazione Gualdo News
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