Un racconto per immagini che attraversa decenni, confini e storie umane. È stata inaugurata sabato 11 aprile, nella chiesa monumentale di San Francesco a Gualdo Tadino, la mostra fotografica “Migrantes. Oltre il confine” di Roberto Battaglia, appuntamento centrale della XIX edizione del Festival “Memorie Migranti”, dedicato alla memoria di Piero Angela.
L’iniziativa è promossa dal Museo Regionale dell’Emigrazione “Pietro Conti” insieme al Comune di Gualdo Tadino, con il contributo della Regione Umbria, e si inserisce nel progetto “Francesco. Il cammino di Gualdo”.
Alla presentazione hanno preso parte il sindaco Massimiliano Presciutti, l’assessore alla Cultura Gabriele Bazzucchi, la direttrice del Museo Catia Monacelli e lo stesso Battaglia, fotoreporter con una lunga esperienza internazionale sul tema delle migrazioni.
La giornata si è aperta alla Mediateca del Museo con un momento introduttivo che ha messo in relazione l’emigrazione italiana tra Ottocento e Novecento con i fenomeni migratori attuali. L’interpretazione dell’attore Marco Panfili ha riportato al centro della scena la vicenda dei milioni di italiani partiti in cerca di migliori condizioni di vita, creando un collegamento diretto con il lavoro fotografico di Battaglia.
“Il senso di questa esposizione – ha spiegato la direttrice Catia Monacelli – è quello di collegare le migrazioni del passato con quelle di oggi. Si tratta di un fenomeno che accompagna l’umanità e che nasce dalla ricerca di condizioni migliori per sé e per i propri figli”.
Con il taglio del nastro si è aperto al pubblico il percorso espositivo, che raccoglie trent’anni di lavoro del fotografo e giornalista. Trenta scatti selezionati per raccontare non solo il dolore e i sacrifici legati agli spostamenti, ma anche i percorsi di rinascita che possono emergere quando si trovano contesti favorevoli.
“È un’antologia di immagini realizzate in diversi Paesi e momenti storici – ha spiegato Battaglia – che mostrano la complessità del fenomeno migratorio: sofferenza, ma anche possibilità di ripartenza”. Tra le fotografie più significative, quelle dello sbarco degli albanesi a Bari nel 1991 e le scene lungo la frontiera tra Stati Uniti e Messico.
In occasione del Memorie Migranti Festival è stato promosso sabato scorso un Open Day con ingresso gratuito al Museo per l’intera giornata. Un’occasione che ha consentito a numerosi visitatori di apprezzare il contenitore gualdese.
La mostra resterà aperta fino al 3 giugno 2026 e conferma il ruolo del Museo Regionale dell’Emigrazione come centro di studio e approfondimento sui fenomeni migratori.















