Un nuovo defibrillatore semiautomatico esterno (DAE) è stato installato e inaugurato ieri, venerdì 3 settembre, al Rifugio Chiesetta di Valsorda, rafforzando la sicurezza di una delle aree montane più frequentate di Gualdo Tadino.
Il dispositivo può essere utilizzato in caso di arresto cardiaco improvviso ed è stato scelto appositamente per una collocazione all’aperto e in quota, dove freddo ed escursioni termiche possono mettere in difficoltà apparecchiature non adeguatamente protette.
Una iniziativa nata dalla collaborazione tra l’associazione Vivere Valsorda, il Comune di Gualdo Tadino e la Comunanza Agraria “Appennino Gualdese”, e rientra nel progetto “Gualdo Tadino Città Cardioprotetta”, ideato da Michele Pierotti, professionista sanitario del presidio ospedaliero di Gubbio-Gualdo Tadino.
Il progetto era stata promosso lo scorso anno dal Rotary Club Gualdo Tadino in collaborazione con l’amministrazione comunale, con l’obiettivo di aumentare il numero dei defibrillatori disponibili sul territorio e sensibilizzare i cittadini sull’importanza di intervenire rapidamente nelle emergenze cardiache.
Per l’impegno legato al progetto Pierotti ha ricevuto il premio nazionale Nursing Now Italy Award.
Il nuovo DAE di Valsorda è stato donato dall’associazione Vivere Valsorda, mentre la Falegnameria Franceschini di Gualdo Tadino ha realizzato e donato la struttura in legno che lo protegge.
Il dispositivo è custodito in una teca impermeabile dotata di allarme e di un sistema di riscaldamento interno, necessario per mantenerlo a una temperatura adeguata anche durante i periodi più freddi. La batteria ha un’autonomia dichiarata di cinque anni e può garantire fino a 200 scariche.
Per Michele Pierotti la collocazione del DAE in montagna rappresenta uno dei passaggi più importanti del progetto.
“Portare un defibrillatore a Valsorda significa rendere più sicuro uno dei luoghi più frequentati e rappresentativi della nostra montagna”, ha spiegato. Il progetto, ha aggiunto, proseguirà con nuove installazioni nei prossimi mesi.
Pierotti ha sottolineato anche le particolari caratteristiche tecniche richieste dalla collocazione: “Non potevamo utilizzare un dispositivo qualsiasi. Le basse temperature possono comprometterne il funzionamento, per questo abbiamo scelto un modello adatto agli ambienti esterni e una teca riscaldata che mantiene costante la temperatura”.

Il DAE è progettato per guidare chi lo utilizza durante le operazioni di soccorso. Pierotti invita comunque i cittadini a partecipare ai corsi BLSD, che insegnano le manovre di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo del defibrillatore: “È uno strumento semplice, ma avere una formazione di base permette di affrontare un’emergenza con maggiore consapevolezza e sicurezza”.
La vicesindaco Maria Paola Gramaccia ha evidenziato l’importanza del presidio in relazione alla crescente frequentazione della montagna gualdese: “Valsorda richiama sempre più persone, anche grazie alla sentieristica e alle numerose iniziative sportive. Avere qui un defibrillatore rappresenta una garanzia in più per escursionisti e visitatori”, ha detto, collegando l’intervento anche alla crescita del turismo sportivo.
Per la presidente della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, Nadia Monacelli, il nuovo dispositivo si inserisce nel percorso avviato negli ultimi anni per migliorare l’accoglienza e i servizi della montagna.
“Dal 2023, con l’assegnazione dei rifugi, abbiamo cercato di rendere questi luoghi sempre più fruibili. La collaborazione con Vivere Valsorda ha permesso di aggiungere un servizio che riguarda direttamente la sicurezza delle persone, in un’area frequentata non soltanto dai gualdesi ma anche da visitatori provenienti da fuori regione e dall’estero”.
Dietro la donazione c’è un progetto al quale Vivere Valsorda lavorava da tempo. Giuseppina Spigarelli ha raccontato che l’associazione ha impiegato circa due anni per raccogliere le risorse necessarie.
“Abbiamo messo da parte poco alla volta quanto serviva perché ritenevamo importante dotare la vallata di uno strumento che, in caso di necessità, può davvero salvare una vita. In montagna, dove i tempi di intervento possono essere più lunghi, la sua presenza assume un valore ancora maggiore”.
L’obiettivo del progetto “Gualdo Tadino Città Cardioprotetta” è quello di estendere progressivamente la rete dei DAE nei punti strategici del territorio comunale, con ulteriori installazioni previste nei prossimi anni.
















