Oggi Gualdo Tadino entrerà ufficialmente nei tre giorni dei Giochi de le Porte con l’apertura della 48esima edizione della manifestazione più sentita dalla città. Dopo mesi di lavoro nelle stalle, nelle sartorie e nelle taverne, oggi la preparazione lascia finalmente spazio alla Festa vera e propria.
Da questo pomeriggio il centro storico si riempirà dei colori, dei suoni e dei riti di Porta San Benedetto, Porta San Martino, Porta San Donato e Porta San Facondino, che accompagnano ogni anno l’ultimo fine settimana di settembre.
L’inizio è fissato alle 18 in piazza Martiri, che per tre giorni tornerà a essere l’Arengo Maggiore, il cuore della manifestazione. Da qui prenderà il via il programma che accompagnerà Gualdo Tadino fino alla disputa del Palio di San Michele Arcangelo di domenica prossima.

Ad aprire ufficialmente la Festa sarà il corteo dei Tavernieri, seguito dallo scambio dei doni, rito che segna l’avvio dei Giochi e richiama il legame tra le quattro Porte prima della competizione.
Alle 19 la consegna delle chiavi della città e l’apertura delle quattro taverne. Con questo gesto il sindaco affiderà simbolicamente la città al Gonfaloniere, sancendo il passaggio dalla quotidianità ai tre giorni dei Giochi.
La serata proseguirà alle 21.30 con l’esibizione dei Tamburini sia dell’Ente Giochi che delle Porte, mentre alle 22.30 sarà la volta dello spettacolo degli Sbandieratori e Musici della Città di Gualdo Tadino.

Ogni anno i gruppi dei tamburini propongono nuovi racconti musicali e visivi, inserendo oggetti di scena, giochi di luce e scambi ritmici vertiginosi, un unico grande battito che rievoca i suoni del passato e che trascina l’intera piazza.
Mentre le quattro Porte della città sono in pieno clima agonistico in vista delle gare della domenica, la serata del venerdì è all’insegna della fratellanza e della pura arte visiva. Dopo i Tamburini sarà la volta dell’affascinante spettacolo proposto dal Gruppo Sbandieratori e Musici, un corpo unico che dal 1979 rappresenta orgogliosamente tutta la città di Gualdo Tadino nel mondo.
.
.
.
.
















