Collezionista gualdese si aggiudica un’importante opera di Paolo Rubboli

Un collezionista gualdese, Valter Monacelli, ha acquisito un piatto da pompa in maiolica a lustro oro e rubino di Paolo Rubboli. Lo rende noto l’Associazione Culturale Rubboli.

L’opera, aggiudicata dalla Casa d’Aste della Rocca di Torino, costituiva un dono del Comune di Gualdo Tadino che, in occasione del viaggio che il re Umberto I fece in treno fino ad Ancona il 12 novembre 1878, volle omaggiarlo per la sua recente incoronazione. Infatti, sul verso si legge: A S. M. UMBERTO I / Il Municipio di Gualdo Tadino / 12 Novembre 1878 Industria Locale

“Il piatto presenta sul recto una scena di storia romana ambientata in un accampamento militare, con un gruppo di figure loricate accolte dall’imperator in trono, protetto da tre guardie pretoriane alle sue spalle – riporta una nota a firma della storica dell’arte Marinella Caputo – Lo stesso soggetto compare in un piatto di Daria Rubboli presente nel museo, di una ventina di anni dopo; ma la tesa è diversa, con girali popolati di amorini nel piatto di Paolo e di animali fantastici in quello di Daria. Inoltre i mezzi busti virili con la sigla SPQR nella prima versione, sono sostituiti da targhe che recano la data 1524 nella seconda. Anche il lustro viene applicato in zone diverse della pittura nei due esemplari con un effetto cromatico decisamente distinto.

Nel piatto più antico il pittore va identificato in Giuseppe Discepoli, attivo nella ditta sin dai suoi esordi e stretto collaboratore di Paolo, come si può riscontrare dai due piatti donati da Paolo al Comune proprio nel 1878 e firmati da entrambi. Dopo la morte di Paolo, avvenuta nel 1890, il pittore continuò ad operare a lungo presso la manifattura e non è escluso che avesse dipinto anche il piatto di Daria.

La ripetizione e quindi la durata dei soggetti di storia antica introdotti da Paolo negli anni Settanta del XIX secolo va ben oltre la fase di Daria, riguardando tutta la produzione novecentesca che non cessò di adottare lo storicismo, anche quando contemporaneamente si ricercava uno stile più aggiornato.

L’opera di proprietà di Valter Monacelli quindi, proprio perché datata con tale precisione, costituisce una testimonianza importante del livello tecnico e formale raggiunto dalla Rubboli, dei rapporti di collaborazione con la municipalità e dell’affermazione sul mercato della ditta gualdese – l’unica che all’epoca produceva maiolica a lustro a Gualdo Tadino – come tra l’altro si evince dalla partecipazione all’Esposizione Universale di Parigi e dalla lettera scritta da Paolo Rubboli al Comune, entrambe del 1878.

Il fatto che non fosse presente la firma di Paolo o il marchio dell’opificio, si spiega con una consuetudine diffusa all’epoca nelle opere dello storicismo ottocentesco e che per la Rubboli si protrasse sino al primo Novecento, quando in città sorsero altre manifatture.

Il comune di Gualdo Tadino nell’apporre la dicitura Industria Locale intendeva rimarcare l’attività produttiva del luogo in un periodo di notevole operosità e fervore creativo, condiviso da molte realtà territoriali della penisola che stavano trasformando le tradizione artigianali in processi industriali.”

L’opera verrà temporaneamente esposta nel Museo Opificio Rubboli nei mesi di settembre/ottobre 2017, insieme ad un’altra di proprietà dello stesso collezionista.

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