Vandali danneggiano l’Eremo di Santo Marzio. L’Avis: “Non sono semplici bravate”

Tracce di fuochi accesi davanti e all’interno della cappellina del Beato Tommasuccio e il danneggiamento della targa esterna. È quanto è stato riscontrato nei giorni scorsi presso l’Eremo di Santo Marzio, uno dei luoghi più cari ai gualdesi, meta abituale di escursionisti, famiglie e visitatori.

A rendere noto l’accaduto è stato Maurizio Brunetti, presidente dell’Avis Comunale di Gualdo Tadino, che da anni è custode dell’area prendendosene cura attraverso il lavoro dei propri volontari.

Con profonda tristezza segnaliamo un episodio che non dovrebbe mai verificarsi – afferma il presidente della sezione gualdese dei donatori di sangue – Abbiamo riscontrato tracce di fuochi accesi davanti e all’interno della cappellina del Beato Tommasuccio, oltre al danneggiamento della targa commemorativa esterna”.

C’è grande amarezza per quanto accaduto in un luogo che, oltre alla dimensione spirituale, è un importante patrimonio storico e naturalistico della città.

Non si tratta di semplici bravate, ma di atti di grave mancanza di rispetto nei confronti di un luogo sacro, della storia del nostro territorio e di tutti coloro che, con dedizione, tempo e risorse, si impegnano per conservarlo e renderlo fruibile alla collettività“, prosegue Brunetti.

L’Eremo di Santo Marzio, immerso nel verde nell’area della Rocchetta, è stato negli anni è stato oggetto di diversi interventi di recupero e valorizzazione, resi possibili grazie alla collaborazione tra istituzioni e associazioni locali.

Proprio un anno fa l’area era stata interessata da una importante riqualificazione e valorizzazione, effettuata dal Comune di Gualdo Tadino in sinergia con i volontari Avis, che aveva restituito piena fruibilità a questo angolo di territorio.

Tra gli interventi realizzati figuravano il rifacimento della strada di accesso, la sistemazione dei tavoli dell’area picnic, molto utilizzata durante la bella stagione, e una profonda pulizia dell’intera zona verde, con la rimozione di sterpaglie e rifiuti abbandonati.

Anche negli anni precedenti l’Eremo era stato al centro di opere di recupero grazie all’impegno della stessa Avis Comunale, affiancata dal Rotary Club, dal CAI e dalla Comunità Montana.

Per questo motivo l’episodio dei giorni scorsi ha suscitato particolare dispiacere tra coloro che si occupano quotidianamente della sua tutela.

L’Eremo di Santo Marzio rappresenta un patrimonio di tutti. Proprio per questo merita la cura e il rispetto di ciascuno“, sottolinea ancora il presidente dell’Avis. “Chi danneggia un bene comune non colpisce soltanto una targa o un edificio: ferisce l’intera comunità, la sua memoria e il lavoro di chi ogni giorno si adopera per tutelarla”.

Confidiamo nel senso civico di tutti affinché episodi come questo non si ripetano e affinché il nostro patrimonio storico, culturale e spirituale possa continuare a essere custodito e valorizzato per le generazioni future“, conclude Maurizio Brunetti.

L’Eremo di Santo Marzio venne edificato intorno al 1219, in località Valdigorgo, dai primi francescani gualdesi. Nel medioevo è stato un luogo di penitenza, santificato dalla presenza di numerosi eremiti, tra cui quella di San Francesco intorno al 1224. Finito in rovina all’inizio del Seicento, è stato riedificato da Salvatore Salerno negli anni ’40 del secolo scorso sulle fondamenta delle antiche vestigia dissepolte dai detriti della montagna.

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Redazione Gualdo News
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