“L’affitto? Me lo paghi quando ricominci”. La bontà ai tempi del Covid

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Il Covid-19 non ha solo mietuto paura a livello sanitario, ma ha creato incertezza e instabilità anche a livello lavorativo. Un momento molto difficile della nostra storia, caratterizzato dalla spiccata depressione economica, dove però si distinguono, ancora una volta, persone dalla grande e non comune sensibilità.

Siamo a Gualdo Tadino, nel quartiere di San Rocco “Piaggiola”, il bar Ma&Mi, come la maggior parte delle attività, era stato costretto ad abbassare la saracinesca a causa dell’ormai famigerato lockdown. Molte le attività che, proprio a causa della forzosa chiusura – lo vediamo tutti i giorni dalle cronache nazionali – sono state poi condotte sulla via di una chiusura definitiva. A causa dell’impossibilità di venire a fronte delle spese allorquando non c’erano entrate, risentendo del ritardo dei provvedimenti finanziari, molti liberi professionisti, commercianti e privati non sono infatti stati in grado di provvedere alle spese, vedendo definitivamente crollare il loro mondo lavorativo.

Il bar, aperto da nemmeno un anno dalla gualdese Marcella Minelli, ha dovuto giocoforza seguire le imposizioni dettate dai provvedimenti di governo. “Una piccola situazione come la mia – ha dichiarato la titolare intervistata dal TG3per di più molto giovane, si è ritrovata con zero guadagno“.

È qui che è intervenuto il proprietario del locale Luigi Rondelli, titolare di uno storico alimentari da decenni punto di riferimento del quartiere di San Rocco. Il locatore, scansando la logica del guadagno, ha infatti deciso di sospendere l’affitto per il periodo di quarantena e per di più, non pago del già bellissimo gesto, ha ulteriormente scelto di riprendere a percepire il compenso solo dal momento in cui i tempi saranno migliori.

Luigi Rondelli è stato una persona meravigliosa – ha detto Marcella Minelli – L’unico che mi ha detto: ‘Non ti preoccupare, dal momento che ricomincerai, mi ridarai l’affitto, se andrà tutto bene‘”.

Un gesto di grande nobiltà e cuore che contraddistingue l’intera Nazione da sempre, lo spirito vero del legame che unisce la nostra città, che è spesso molto più efficace di un documento, di un qualsiasi provvedimento, che scavalca il nostro annoso problema con la lenta burocrazia strappandoci un sorriso di speranza e riempiendoci il cuore.

GUALDO NEWS – MATTEO BEBI (fonte: servizio Tg3 Umbria)

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Laureando alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli studi Perugia, pur lavorando spesso come traduttore di lingua francese, di cui è madrelingua. È cresciuto infatti in Belgio, al seguito del padre impiegato presso la NATO, dove è nato l’interesse per la storia tra castelli e profili nordeuropei. Ha studiato presso la Scuola Militare Teuliè di Milano frequentando il Liceo Scientifico Europeo in culture classiche. Iscrittosi poi all'Università degli Studi di Perugia Nel 2018 ha pubblicato il romanzo storico "Poi si fece buio", nel 2019 il racconto con postfazione storiografica "La leggenda dell'Arco" e "Un rumore lontano" e nel 2020 "Di luce e d'ombra", con un'ampia sezione saggistica di storia locale. La partecipazione al Festival del Medioevo di Gubbio lo ha portato vicino al mondo delle case editrici, così da poter dare il via a diverse collaborazioni attraverso le quali realizza testi di ricerca storica saggistica su alcune città del centro Italia e il mondo dei libri lo ha inserito nell'ambito dei concorsi letterari, per i quali è stato nominato giudice di commissione.