SiAmo Gualdo: “Si vuole scatenare una guerra civile. Noi non ci stiamo”

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“Non ci stiamo, proprio non ci stiamo e soprattutto non ci prestiamo più a giochi e giochetti promossi dal primo cittadino e dalla maggioranza consiliare che lo sostiene, volti a mettere i cittadini gualdesi gli uni contro gli altri”. Questo l’incipit del comunicato stampa del gruppo consiliare di minoranza SiAmo Gualdo firmato dal capogruppo Roberto Cambiotti, che annuncia di non voler partecipare al prossimo Consiglio Comunale del 31 marzo “dopo aver letto il documento della maggioranza in cui si chiede l’approvazione di una risoluzione avente ad oggetto le vicende legate alla Comunanza”.

“E’ molto grave quanto si legge nel documento stesso, a tratti imbarazzante – si legge nella nota stampa – un documento nel quale si chiede ai cittadini di avversare l’azione di altri cittadini sulle quali tesi possiamo anche non essere d’accordo e sulla base di una illogica guerra dichiarata alla proprietà collettiva ed a chi la gestisce. Un ordine del giorno ancora una volta strumentale e sconcertante, che altro non fa che tentare di dividere ancor più i cittadini gualdesi che di tutto hanno bisogno meno che di ulteriori divisioni. Addirittura un Consiglio comunale straordinario ancora una volta per aizzare tifoserie ed ultras.”

“Abbiamo seguito con apprensione l’iter e l’approvazione della nuova legge regionale in materia di acque minerali regolante le concessioni idriche ed a quella ci rimettiamo – dice Cambiotti – In quella confidiamo, certi che saprà ben conciliare sviluppo del territorio e sostenibilità dello stesso. Una legge che tiene in considerazione tutti i soggetti e portatori di interesse e che privilegia i principi di trasparenza e concorrenza oltre che garantire ricadute maggiori nei territori interessati. Una legge che prevede studi di bacino quali-quantitativi seri, imparziali e trasparenti propedeutici a nuova gara e modalità di controllo in itinere. Una legge che riconosce il ruolo delle Comunanze con una corresponsione di indennità limitanti l’uso civico”.

Cambiotti si dice speranzoso in un confronto tra Comunanza Agraria e Rocchetta SpA, purché sia “serio e costruttivo al fine di addivenire da soli e senza le continue interferenze improduttive dell’amministrazione comunale ad un accordo per il presente e per il futuro, proficuo per tutta la città e per tutti i cittadini. Amministrazione comunale che ha dimostrato di inanellare una serie di sconfitte giudiziarie da record, segno evidente di una testardaggine e pochezza difensiva inaudita. Non ci rimettiamo invece alle continue provocazioni del Sindaco e della maggioranza che lo sostiene, nel mettere i cittadini gualdesi gli uni contro gli altri. Forse i colleghi della maggioranza non sanno che esiste un Contenzioso legale oramai da anni e che ha visto soccombere il Comune e le sue tesi in ogni consesso giurisdizionale, Comune costretto anche a pagare le spese processuali – denaro pubblico a cui qualcuno prima o poi chiederà conto – che graveranno sulle tasche di tutta la comunità gualdese”.

SiAmo Gualdo si chiede “fino a quando dovremo assistere a questa assurda diatriba che vede protagonisti l’istituzione pubblica schierata contro i propri stessi cittadini?”
“La Città ha bisogno di dialogo e che il primo cittadino si assuma la responsabilità di sedare le liti e riportare la pace – conclude SiAmo Gualdo – Se non ne è capace lasci spazio a chi potrebbe esserlo. La politica non può istigare rancore, tantomeno un’istituzione pubblica può permettersi di chiedere un referendum, che si esprima sull’azione di un soggetto di natura privata. Una richiesta tanto assurda quanto gravissima. Mi rammarica vedere che anziché cercare il dialogo, sulla base delle sentenze emesse in questi anni, si fomenti lo scontro e si alimentino fratture e conflitti. Non è questo il ruolo del Consiglio Comunale, l’assise più importante e rappresentativa della città. Mi rifiuto di perseguire queste logiche litigiose ed improduttive ed auspico ancora una volta un ritorno ad un clima di dialogo e serenità, magari dietro l’impegno di un maggior approfondimento di leggi e norme, per evitare le castronerie che ho letto nella proposta di risoluzione. E proprio per questo tentativo di ribaltare quanto stabilito dai tribunali la risoluzione proposta è irricevibile almeno per quanto mi riguarda. Noi non ci stiamo a prestare il fianco al primo cittadino per questi ingloriosi teatrini. Anche noi siamo vicini ai lavoratori Rocchetta e lo facciamo silenziosamente cercando di far incontrare ed avvicinare le parti non creando i presupposti per ulteriori distacchi frizioni e fratture. Noi siamo ancora una volta per un confronto serio e privo di strumentalizzazioni tra i veri protagonisti di questa annosa partita e non tra chi invece altro non fa che danneggiare il nostro territorio con il suo incomprensibile atteggiamento.”