Come non cadere nelle truffe, carabinieri in campo per aiutare gli anziani

La pandemia non è finita, ma si convive col virus, non cadono le precauzioni ma, nel rispetto delle regole di sicurezza sanitaria, i Carabinieri della Compagnia di Perugia, attraverso le articolazioni territoriali delle Stazioni, hanno ripreso gli incontri con gli anziani, organizzati in collaborazione con i principali centri di aggregazione quali centri anziani, parrocchie ed associazioni, con lo scopo di promuovere il contatto e la comunicazione, specialmente con le “fasce deboli”, fornendo loro informazioni utili per le rispettive esigenze nonché consigli su come evitare possibili truffe e raggiri da parte di malintenzionati, al fine di rafforzare i punti di ascolto e prossimità capaci di intercettare in anticipo il pericolo di azioni criminali contro la parte più vulnerabile della società.

In questa ottica, nella mattinata di venerdì 19 novembre, il Comandante della Stazione di Perugia, Claudio Zeni, nell’ambito di un più vasto progetto del locale Comando Provinciale, ha tenuto un incontro con gli ospiti di un centro protetto per anziani di Perugia, durante il quale sono state illustrate le tecniche utilizzate dai malviventi e le precauzioni da adottare per non cadere nella loro trappola.

La regola principale, così come sottolineato dal Maresciallo Maggiore Claudio Zeni, resta quella di non consentire l’accesso in casa di sconosciuti, anche se si presentano come appartenenti alle Forze di Polizia, dipendenti di società di pubblici servizi che paventando pericoli imminenti chiedono di riporre i propri preziosi e contanti all’interno del frigorifero di casa, falsi tecnici che vogliono installare un apparecchio per segnalare le fughe di gas, dicendo alle vittime che “a breve diventerà obbligatorio”, o a tutti coloro che con fare rassicurante, spesso facendo leva sul loro stato di solitudine, riescono a superare le diffidenze di chi è anziano e a farsi consegnare somme di denaro.

In tutti questi casi, è stato ribadito alla platea di “diversamente giovani” di richiedere a queste persone le proprie generalità e contattare immediatamente il 112 (numero unico di emergenza) o gli “help desk” delle società di servizi per verificare l’effettivo, veritiero invio di proprio personale. Ricordando, inoltre, che nessuna azienda di servizi pubblici manda a domicilio personale per riscuotere somme di denaro o per il pagamento di bollette di forniture e, che soprattutto, i nostri oggetti di valore, spesso ricordi di una vita, non si tutelano riponendoli in un frigorifero.

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