Monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, mercoledì scorso, 11 febbraio, in occasione della festa della Beata Vergine di Lourdes e XXXIV Giornata mondiale del malato, ha presieduto la celebrazione di una messa nella chiesa di Santa Maria Maggiore ad Assisi in occasione del ventesimo anniversario del suo ingresso nella diocesi.
Era infatti l’11 febbraio del 2006 quando monsignor Sorrentino prese possesso canonico della diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, succedendo a monsignor Sergio Goretti che l’aveva guidata per ben 25 anni.

“A venti anni dal mio ingresso pastorale ad Assisi per me è questo è un momento di grazie intenso perché non so quanto sono stato privilegiato in questi anni. Grazia su grazia e proprio questo Santuario ne è una delle espressioni più forti“, ha detto monsignor Sorrentino all’inizio della messa.
Durante l’omelia ha ricordato il suo ingresso in diocesi e in particolare nel Santuario della Spogliazione – Palazzo Vescovile di Assisi. “Questo luogo – ha detto – era bello perché storico, ma adesso, dopo venti anni, vediamo qualcosa che ci stupisce. In quell’anno moriva Carlo (Acutis, ndr), come avrei potuto immaginare di averlo oggi con le sue spoglie mortali qui, con un mondo che è richiamato da lui. Prima ancora di lui venni a scoprire, ad aprire uno scrigno perché era tutto bello, stava tutto contenuto dentro queste mura e anche se era difficile mi accorsi che giorno dopo giorno questo scrigno si apriva.”
“Prima degli altri avevo un privilegio enorme, avevo la possibilità di cogliere tutte queste bellezze e la gioia di poter aprire questo scrigno e di poterlo far vedere a tutti: lo scrigno della spogliazione, questo gesto di Francesco è molto più di un gesto, è un riflesso di un mistero più grande, il mistero di Dio che si spoglia per noi e ci dice il suo amore. Come avrei potuto prevedere tutto questo? Ringrazio il Signore e la sua Madre Santissima che è stata con me di una tenerezza materna veramente incredibile”, ha concluso monsignor Domenico Sorrentino.











