Gualdo Tadino, scoperte botaniche di grande valore: trovato un “fossile vivente” presente 5 milioni di anni fa

Importanti scoperte botaniche nel territorio di Gualdo Tadino. I ricercatori della Società Botanica Italiana Piero Salerno e Mara Loreti, naturalisti, botanici, scrittori e divulgatori gualdesi, hanno segnalato alla comunità scientifica nazionale il rinvenimento di specie vegetali rare e di grande valore naturalistico.

La scoperta più significativa riguarda la Staphylea pinnata, conosciuta con il nome italiano di “Bossolo”, unica specie della famiglia delle Staphileaceae vivente in Europa.

Si tratta di un arbusto che viveva sulla Terra nel lontano Pliocene, circa 5 milioni di anni fa, quando il clima era molto caldo, prima dell’arrivo del lungo periodo glaciale del Pleistocene. Per questo è considerato un “fossile vivente”, un relitto termofilo dell’Alto Terziario che è sopravvissuto trovando rifugio in un angolo dell’Appennino gualdese, dove si è adattato per sopportare i freddi e lunghi periodi glaciali.

La presenza della Staphylea pinnata, rinvenuta nel complesso carsico di Monte Maggio durante l’attività di monitoraggio 2024 promossa dalla Regione Umbria all’interno del Sito Natura 2000 ZSC di Gualdo Tadino, ha portato all’individuazione di un nuovo habitat denominato “Tilia-acerion“.

Si tratta di un’area carsica chiamata “Castagneto” dove sono state rinvenute altre specie di alto pregio botanico ed ecologico, come acero riccio, tiglio, ciavardello, carpino bianco, carpino nero, cerro, quercia dalescamps e frassino.

La Regione Umbria, in qualità di ente gestore riconosciuto dall’Unione Europea, dovrà prevedere nell’area l’esclusione del taglio e di tutti gli interventi negativi da parte dell’uomo, per la valenza ecologica rappresentata da un habitat di specie prioritarie – evidenzia l’Associazione Naturalistica Gualdese – La Staphylea pinnata è stata rinvenuta in Umbria in soli due siti e rappresenta l’unica specie della sua famiglia presente in Europa.”

Altre scoperte importanti riguardano la Valle del Fonno, area protetta a livello europeo. Qui è stata rinvenuta Hyacinthoides non-scripta, comunemente chiamata giacinto non descritto, che rappresenta l’unico sito in Umbria di questa specie. La stazione rinvenuta è composta soltanto da cinque piante raggruppate, situate in un’area appenninica impervia ad elevato grado di naturalità.

La Valle ha restituito nel 2024 anche tre orchidee: orchidea cimicina, fior di vespa e fior di legna. Tutte le orchidee sono entità protette a livello nazionale. Nell’area della Valsorda, sotto il Monte Maggio, è stata rinvenuta una specie di orzo selvatico e l’ambretta, entità protetta a rischio. Sul Monte Serrasanta è stato trovato il ranunculo illirico, specie rara per l’Umbria che predilige substrato calcareo.

Partendo dalla profonda conoscenza della ricchezza naturale, delle preziosità e rarità racchiuse nell’Appennino di Gualdo Tadino, che nasce da anni di indagini e studi – sottolineano dall’Associazione Naturalistica Gualdese – abbiamo inteso dal lontano 1978 divulgare conoscenza, finalizzata ad infondere sensibilità e rispetto per ogni forma di vita, della preziosa ed indispensabile biodiversità per mantenere gli equilibri complessi e dinamici del nostro ecosistema Terra, al quale non esiste alternativa”.

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Redazione Gualdo News
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