Umbria verso l’adesione alla rete antidiscriminazioni, la Pink House di Gualdo Tadino presa ad esempio

La Pink House di Gualdo Tadino è stata indicata nell’Assemblea legislativa dell’Umbria come esempio di intervento a sostegno delle persone LGBTQIA+ vittime di discriminazioni ed esclusione familiare. Il riferimento è arrivato dalla presidente dell’Assemblea, Sarah Bistocchi (Pd), durante la discussione della mozione che impegna la Giunta regionale ad aderire alla rete nazionale RE.A.DY, dedicata al contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

La mozione è stata approvata giovedì 5 novembre a Palazzo Cesaroni con 11 voti favorevoli della maggioranza e 6 contrari dell’opposizione. La Regione dovrà ora completare le procedure di adesione attraverso una delibera di Giunta e la sottoscrizione della Carta di Intenti.

La rete RE.A.DY, costituita nel 2006, riunisce pubbliche amministrazioni che collaborano per prevenire le discriminazioni, condividere esperienze e sviluppare iniziative di sensibilizzazione e tutela dei diritti. L’adesione non comporta oneri diretti per il bilancio regionale.

Durante l’illustrazione della mozione, Bistocchi ha ricordato l’attività dell’associazione Omphalos Umbria, citando il Centro antidiscriminazione e la Pink House di Gualdo Tadino, struttura di accoglienza per persone LGBTQIA+ che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità.

La presidente ha richiamato il progetto gualdese quale esempio del lavoro svolto dalle associazioni e dalle amministrazioni comunali nel contrasto alle discriminazioni, esprimendo apprezzamento per il sostegno fornito dal Comune e dal sindaco Massimiliano Presciutti.

La Pink House, inaugurata nel gennaio 2025, è la prima casa-rifugio dell’Umbria dedicata alle persone LGBTQIA+ vittime di discriminazioni e in emergenza abitativa. Il progetto, promosso da Omphalos con il sostegno del Comune di Gualdo Tadino e di altri soggetti pubblici e privati, dispone di due appartamenti per complessivi otto posti letto, ricavati da immobili donati all’associazione da una cittadina gualdese.

Nel 2025 l’iniziativa ha ottenuto il secondo posto agli European Capitals of Inclusion and Diversity Awards, riconoscimento assegnato dalla Commissione Europea a Bruxelles. Nell’aprile 2026 è arrivata anche una menzione speciale al Cresco Award di Roma, nella categoria dei comuni con popolazione compresa tra 10mila e 50mila abitanti.

Nel presentare la mozione Bistocchi ha ricordato che l’Umbria dispone già della legge regionale 3 del 2017 contro le discriminazioni e le violenze legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. L’ingresso nella rete RE.A.DY, secondo la proponente, consentirà di rafforzare la collaborazione con altre amministrazioni impegnate in questo ambito.

Contrarie le opposizioni. Laura Pernazza (Forza Italia) ha messo in dubbio l’effettiva utilità dell’adesione alla rete, sostenendo che essa non rappresenti di per sé uno strumento capace di modificare le politiche contro le discriminazioni, mentre Nilo Arcudi (Tesei Presidente-Umbria Civica) ha motivato il voto contrario criticando l’impostazione politica dell’intervento di Bistocchi, in particolare i riferimenti alle precedenti amministrazioni.

La discussione ha riguardato anche il Comune di Perugia, che è recentemente rientrato nella rete RE.A.DY dopo esserne uscito nel 2021.

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Redazione Gualdo News

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