“Il problema della verità e la verità come problema”. Questa la sintesi con cui si sono chiusi i lavori del convegno “Ustica: verità nascoste e memoria storiche” che sabato 18 gennaio si è tenuto all’Auditorium Cottoni di Nocera Umbra.
Organizzato dall’Istituto Superiore “Sigismondi” e moderato dal professor Giovanni Santucci, ha visto il generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e il docente della Luiss, Gregory Alegi, giornalista ed esperto di storia aeronautica, illustrare agli studenti del Liceo delle Scienze Umane e dell’Istituto Tecnico Industriale l’intricata vicenda dell’abbattimento del DC-9 della compagnia Itavia nei cieli di Ustica, di cui ancora oggi si conosce una parte della verità.
La giornata di studi si è aperta con i saluti del dirigente scolastico Leano Garofoletti, che ha presentato il seminario come il primo incontro di un ciclo di conferenze che si terranno nelle scuole, dopo il placet del Ministero dell’Istruzione e del Merito, con cui i relatori hanno discusso una verità coerente con i fatti e con le sentenze pronunciate dalla giustizia italiana e hanno fornito spunti di riflessione su una pagina di storia importante per la memoria collettiva.
Presenti i sindaci di Nocera Umbra, Virginio Caparvi, e di Valtopina, Gabriele Coccia, e il Comandante dei Carabinieri della Stazione di Nocera Umbra, Davide Tenti, che hanno sottolineato come Ustica sia un fatto di cronaca ancora più straziante per il fatto che ci siano ancora solo delle ipotesi aperte e, in una società democratica in cui l’informazione è rapida, nel mare magnum delle notizie è importante saper riconoscere la verità.
Dopo un’attenta ricostruzione della vicenda, che vide il 27 giugno del 1980 precipitare sul mare di Ustica un velivolo dell’aviazione civile a causa di un’esplosione che costò la vita a 81 persone, il generale Tricarico ha descritto una tesi che è emersa dopo 272 udienze e oltre 100 perizie e consulenze, ovvero quella che il DC-9 Bologna-Palermo sarebbe caduto a seguito dell’esplosione di una bomba, collocata nella toilette posteriore dell’aereo, e non per una battaglia nei cieli in cui sarebbe finito in mezzo il DC-9.
“Scenario assolutamente plausibile (quello della bomba, ndr) considerato il periodo storico che ha vissuto il nostro Paese tra gli anni ‘70 e ‘80, caratterizzati da una scia di fatti di sangue e delicati equilibri geopolitici“, ha delineato il professor Alegi.
La seconda parte della conferenza è stata caratterizzata da un vivace, quanto incalzante, dibattito intavolato dalle tante domande che hanno incuriosito gli studenti in merito alla sicurezza e alla difesa della società, al ruolo dell’Italia nella geopolitica degli anni 80, alle ricostruzioni del velivolo dopo la ricomposizione dei reperti, ma soprattutto sulla richiesta di suggerimenti, indicazioni bibliografiche per saper leggere e riconoscere le fonti, problematizzare e riuscire a ricostruire la verità storica che ha tempi completamente differenti dall’informazione e dalla stampa.













