Continua il viaggio di “Waldum – Voci da una città che racconta”, il reportage curato dalla studentessa universitaria Sara Bossi che in questa puntata ci conduce nel mondo di Mara Loreti, ricercatrice gualdese che ha dedicato la sua vita allo studio della natura e alla valorizzazione del territorio appenninico.
Con una laurea in Scienze Naturali, una magistrale in Erboristeria e un dottorato in Scienze della Terra, Mara Loreti ha iniziato la sua attività negli anni Settanta dando un importante contributo per il riconoscimento della montagna gualdese come Area di particolare interesse naturalistico e ambientale.
EPISODIO 19 – MARA LORETI, UNA VITA DEDICATA ALLO STUDIO E ALLA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO GUALDESE
e’ la storia di una vita dedita alla ricerca, uno studio rivolto alla nostra città, alla scoperta del territorio e alla ricchezza che ci circonda.
E’ una costante il lavoro intrapreso a partire dal lontano 1978, che ho ascoltato da Mara Loreti, esperta laureata in Scienze Naturali, con una magistrale in Erboristeria e un dottorato di ricerca in Scienze della Terra.
La sua timidezza la porta sin da bambina a preferire la periferia alla città, il silenzio al frastuono, gli alberi alle alte mura in pietra che sorreggono la nostra Gualdo. Ricorda con affetto le persone che l’hanno ispirata a coltivare i suoi sogni.
“Nonno Codignoni”, che le ha insegnato a stare a contatto con la terra, a mungere, a raccogliere le spighe nei campi e le lumachine, per darle alle anatre e alle oche.
“Buco Bucone” (mio trisavolo), il quale le ha permesso di scorgere per la prima volta un luogo dimenticato, una grotta che verrà riaperta nel 1976, 216 metri di profondità, una cava molto tecnica e difficile da affrontare, ma che cela i più antichi segreti di chi prima vi abitava, che sia animale o vegetale.
E’ dunque da questa meritevole scoperta che cresce in Mara l’idea di studiare i pollini fossili in grotta, perché questa ricerca permette la ricostruzione della storia della vegetazione, dei cambiamenti climatici e le interazioni uomo-ambiente nel passato.
Le esplorazioni e le indagini sul territorio appenninico portano i ricercatori dell’associazione alla scoperta e allo studio su depositi paleontologici di alto valore scientifico, dove sono state ritrovate specie botaniche rare ed endemiche segnalate tra l’altro dalla Società Botanica Italiana.
Tra le tante radici estirpate si è venuti a conoscenza di una pianta che risale a 5 milioni di anni fa, ovvero al Pliocene, una delle epoche del Neozoico.
Accompagnato da un clima caldo e umido, dove foreste e praterie ricoprivano il territorio, favorendo una maggiore diversificazione delle specie vegetali, le stesse che ancora oggi, grazie alla loro incredibile resistenza, noi possiamo incontrare tra le nostre montagne.
Ci sarebbe molto da parlare riguardo le iniziative intraprese che hanno fatto la differenza per Gualdo, ma al di là dei tecnicismi su cui non mi soffermerei perché non è di mia pertinenza, ci tengo a citare alcune di queste per ricordare e divulgare quanto più posso quello che significa veramente difendere un paesaggio naturale come il nostro, dove le montagne sono la nostra casa.
Quella fortuna di affacciarsi dalla finestra e vedere solo tanto verde, piuttosto che grattacieli. Quell’aria buona che si respira e quel cielo sempre azzurro. Quelle banalità che collaborano per uno stile di vita che ci appartiene, pulito e senza fronzoli. Di tanta bellezza e spropositata umiltà.
A partire dalle Settimane Ecologiche Comprensoriali, che iniziano nel lontano 1978, dove si organizzavano mostre a tema, concorsi fotografici, giornate di ripulitura delle aree montane.
Continuiamo con la riscoperta della Rete Sentieristica a seguito della pubblicazione della prima Carta dei Sentieri GAL 2000: da qui si inizia ad aumentare l’escursionismo, i percorsi bike grazie all’aiuto anche di tre gualdesi che hanno individuato il tratto di Sentiero Italia Umbro-Marchigiano. L’apertura del Trincerone nel 1984 che in inverno bloccava la strada provinciale Gualdo Tadino/Valsorda.
Tutta una serie di incontri, studi, ricerche per continuare a credere nel valore dei prodotti della nostra terra e dalla consapevolezza che l’ambiente possa rappresentare lavoro, si fonda la cooperativa Herboff nella città longobarda Waldum per continuare il lavoro intrapreso da Castore Durante, noto medico naturalista botanico, che unirà convegni nazionali e professori di egregio merito come Rodolfo Pichi Sermolli, Fabio Clauser e Alessandro Bottacci.
Insomma, il lavoro svolto è intenso e continua da moltissimi anni, grazie all’impegno e la dedizione di Mara e del suo team dell’Associazione Naturalistica Gualdese.
E’ di mia coerenza narrare ciò che mi viene raccontato, perché il mio scopo è quello di raccogliere spunti per volgere tutto in poesia: guerra, emigrazione, natura, amore, relazioni. Di commenti ne faccio pochi, se riesco preferisco aggiungere citazioni letterarie.
In questo caso spendo due parole. Ascolto e racconto storie passate perché sin da bambina ho sentito parlare di una Gualdo magica, piena e amata, le cui ricchezze erano rispettate e valorizzate.
Questa ricchezza non deriva da bar/locande che non esistono più, paesaggi mozzafiato che ora sono magicamente scomparsi. Credo che si sia perso l’interesse delle persone, l’attenzione al territorio e il rispetto per l’ambiente.
Nella speranza che tutto questo venga acquisito, ancora una volta ringrazio la dottoressa Mara Loreti per gli interventi portati avanti negli anni, per la coerenza e la forza con cui i suoi studi hanno fatto sì che il nostro territorio venisse riconosciuto come un’Area di particolare Interesse Naturalistico Ambientale e non solo.
Per la fatica, le conquiste e per degli anni migliori.













