C’è chi parte da Gualdo Tadino per cercare la propria strada e finisce per dedicarla agli altri. In questo nuovo episodio di Waldum – Voci da una città che racconta, Sara Bossi raccoglie l’intensa testimonianza di Leonello Moriconi: una vita caratterizzata dall’incontro con chi è caduto nel mondo delle dipendenze e dalla scelta di condividere, per anni, la quotidianità di comunità educative in Abruzzo.
Un percorso di fede, altruismo e radici mai recise con la sua città d’origine, raccontato con la semplicità di chi ha fatto dell’aiuto agli altri la propria vocazione.
EPISODIO 25 – LEONELLO MORICONI: UNA VITA DEDICATA A CHI HA AVUTO IL CORAGGIO DI CAMBIARE
Leonello Moriconi nasce a Gualdo Tadino il 6 Ottobre 1961. Cresce in una famiglia unita, insieme al fratello Aldo, più grande di sei anni, in una casa condivisa anche con i parenti materni.
La sua formazione si svolge nelle scuole statali: dopo una brevissima esperienza all’asilo dalle suore durata nemmeno 20 giorni, raggiungerà la maturità a Gubbio nel ramo della Ragioneria.
Gli anni giovanili sono profondamente segnati dalla vita del paese: le amicizie lungo la strada della sorgente, i ritrovi al bar della Valle o della “Sterpaiola”, il ristorante della Rocchetta dove svolgerà la sua prima esperienza lavorativa come cameriere. Centrale, nel corso della sua vita, sarà anche la parrocchia di San Donato con don Remo, luogo di crescita umana e spirituale.
Un passaggio decisivo nella sua vita avviene a Polino (TR), durante un campo scuola per catechisti, dove conosce un salesiano che in seguito aprirà una comunità per tossicodipendenti e alcooldipendenti ad Ortona (CH).
In quegli anni Leonello vive una fase di ricerca, non ancora pienamente certo del proprio futuro. L’incontro sulle dipendenze a Ortona, alla presenza di don Gigi, segna una svolta.
Si ritrova nuovamente a un evento a Gualdo Tadino organizzato dai medici cattolici, dove Leonello viene invitato grazie alla conoscenza con don Gigi, anche lui presente in quell’occasione.
L’esperienza lo coinvolge profondamente; la decisione di partire suscita una forte emozione in famiglia (il padre, inizialmente turbato, ne soffre intensamente) ma col tempo matura un’accettazione serena, fiero del viaggio d’altruismo che Leonello perseguirà.
Il primo ottobre del 1990 parte definitivamente per l’Abruzzo. Pochi giorni dopo, in occasione del suo compleanno, riceve una sorpresa organizzata da don Gigi insieme ai ragazzi della comunità, per augurare un caloroso benvenuto al nuovo arrivato. Per nove anni, vive in comunità ventiquattro ore su ventiquattro, condividendo pienamente la quotidianità con giovani e adulti segnati da dipendenze, senza mai sovrastarli, ma accompagnandoli in un percorso di guarigione e speranza.
L’impostazione educativa è quella della grande famiglia: lavoro, responsabilità, relazioni fraterne e rispetto dei tempi di ciascuno. La giornata si articola in un equilibrio preciso (otto ore di lavoro, otto ore di cura personale e tempo libero, otto di riposo) con attività in agricoltura, nei laboratori e momenti ricreativi, come le partite di calcio nel fine settimana.
Consapevole di non avere una preparazione specifica, Leonello intraprende un corso specifico di formazione regionale e successivamente numerose altre attività formative.
Nel tempo chiederà anche di entrare nella famiglia salesiana, senza dover prendere i voti e diventa “salesiano cooperatore” per qualche anno, assumendo anche il ruolo di coordinatore per Marche, Umbria e Abruzzo.
Pur nei compiti di responsabilità, mantiene uno stile diretto e fraterno, convinto che i suoi più grandi formatori siano stati proprio i ragazzi accolti.
Mantenendo strette le sue radici, per almeno 15 anni torna a Gualdo con i suoi ragazzi, ospitati dalla famiglia di Pio Carlotti e Rosanna Ascani, rafforzando il legame tra comunità e paese d’origine di Leonello.
Nonostante l’esperienza significativa vissuta ad Ortona, città di mare, Leonello non ha mai reciso il legame con Gualdo Tadino, dove conserva amicizie profonde e radici familiari. In lui rimane vivo il desiderio di tornare un giorno nella sua città natale, come naturale continuitá di un percorso che, pur sviluppandosi altrove, ha tratto dalla terra d’origine la propria forza iniziale.
Nel corso della sua vita Leonello approfondisce anche il suo interesse per la poesia e per la scrittura in generale, scrivendo alcuni testi e rimarcando quanto di più importante possiede: la fede, l’altruismo, la libertà.
“Canti alla vita” e “Libertà: un cammino per ritrovarla o per incontrarla” sono il frutto di un percorso di crescita e costanza, costanza nell’aiutare, nel credere al cambiamento.
Grazie Leonello, per tutto quello che fai ogni giorno, per aver scelto come lavoro quello di ricostruire la vita altrui e renderla migliore.















