“…sulle note di Pino”, al Talia il tributo a Pino Daniele

Emozioni, coralità e colori sono le tre parole chiave per penetrare nel magico mondo di Pino Daniele. L’appuntamento è per sabato 11 aprile alle ore 21 al teatro Talia di Gualdo Tadino con il concerto “…sulle note di Pino” a cura del Pino Daniele Project.

La Pino Daniele Project band nasce a Spoleto circa dieci anni fa con tre persone che iniziano in sala prove a suonare alcuni brani accorgendosi della complessità ed allo stesso tempo della genialità del cantautore napoletano. Successivamente si sono aggiunti altri elementi fino a raggiungere la formazione attuale, composta da Claudio De Rosa (chitarra e voce), Raffaella Panebianco (voce e piccole percussioni), Andrea Alunni (chitarra elettrica solista), Valeria Carlini (sax e flauto), Danilo Cera (tastiere), Ilaria Cappottella (percussioni), Mauro Silvioli (batteria) e Cesare De Rosa (basso).

Il gruppo ha cominciato a esibirsi sul territorio spoletino presso pub e ristoranti per poi puntare ad appuntamenti più importanti quali Estate Montefalchese, Auditorium Perugia, teatro Clitunno di Trevi, Acquasparta e l’Antifestival di Cannaiola.

Perché il gruppo ha scelto di suonare la musica e i testi di Pino Daniele? Il motivo lo spiegano i componenti stessi della band: “E’ apparentemente semplice: gli argomenti hanno lo stesso linguaggio, l’amore i ricordi, la contestazione e quanto altro. Emozioni significa la perfetta sintesi fra la persona anche fisica di Pino, la sua poesia, la sua musica. Emozioni sono quei salti melodici, quelle modulazioni improvvise, quei passaggi sorprendenti, quel timbro singolare, irripetibile, quell’orchestrazione complessa ma che colpisce anche chi è digiuno di mediazioni musicali.”

E poi la coralità. Si sa: tutte le canzoni di Pino non sono orecchiabili. Eppure basta il breve accenno di un accordo di chitarra, di un ritmo, due o tre note in successione per far scattare il canto corale di migliaia di donne e uomini, ragazze e ragazzi, sessantenni e adolescenti.”

Infine i colori. Alle avanguardie artistico-letterarie, che riempirono la scena culturale fra le due guerre mondiali, le canzoni di Pino sarebbero molto piaciute. Perché sanno incarnare l’ideale della sperimentazione delle avanguardie unite ad un forte approccio folk: il rapporto strettissimo, cioè, tra suono e immagine. Così la musica diventa visione e una poesia, un dipinto acquistano quasi una loro consistenza, una loro densità. E le composizioni di Pino sono affreschi, una moltiplicazione di colori, a volte incandescenti, a volte tenui, a volte sensuali.”

Ingresso a offerta libera.

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Redazione Gualdo News
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