L’Organismo Nazionale Difesa Alberi (ONDA) solleva criticità sulla gestione del patrimonio arboreo nel territorio di Gualdo Tadino, chiedendo verifiche e maggiore trasparenza sugli interventi effettuati negli ultimi mesi, in particolare lungo i corsi d’acqua della conca gualdese e nell’area di Valsorda. ONDA è una rete di circa 180 gruppi, associazioni e comitati attiva da settembre 2024.
Al centro del comunicato dell’organizzazione, una richiesta di immediato sopralluogo già avanzata tramite Pec lo scorso 11 marzo “al Comando Forestale Provinciale, per i tagli di vegetazione che stavano avvenendo nella conca gualdese“, definiti “indiscriminati”, con la segnalazione di tagli alla vegetazione ripariale lungo i torrenti Romore e Sciola, tra le zone Ribacchi e San Pellegrino di Gualdo Tadino.
“L’intervento in particolare riguardava il Rio Romore – scrive l’Organismo – che scende da località Capodacqua di Gualdo Tadino, dove ha origine, attraversa le località Casale-Cartiere per arrivare a San Lazzaro fino a Casa Ribacchi per affluire nel torrente Sciola, e sta avvenendo dall’11 novembre 2024 in assenza di cartellonistica di cantiere, sebbene di questa grave omissione siano stati interessati sia gli Uffici comunali sia gli Organi di controllo“.
L’associazione parla apertamente di interventi non riconducibili a una manutenzione ordinaria, sottolineando come siano stati abbattuti anche “cinque pioppi cipressini var. Italica secolari, protetti dalla L. R. 28/2001, oltre, lungo lo stesso tratto, altre grandi piante di salice e quercia.”
Onda punta i riflettori anche sul piccolo torrente “Gambero” che affluisce nel Rio Rumore presso Casa Ribacchi: “E’ stato completamente privato nelle sponde di ogni albero – riporta la nota – Sono stati abbattuti alberi che non erano interni all’alveo, non inclinati e in perfetto stato vegetativo, pertanto emerge ancora il non rispetto delle prescrizioni.”
“Questa strage di alberi non risponde affatto ad una ordinaria manutenzione”, si legge nel documento, che evidenzia anche possibili ripercussioni sulla stabilità ecosistemica e sul rischio idraulico del territorio .
Particolarmente critico il giudizio espresso nei confronti di alcuni enti coinvolti. ONDA definisce “incomprensibili” alcune autorizzazioni rilasciate, tra cui quella della “Soprintendenza e il mancato intervento del MASE per questa situazione che avrebbe richiesto da subito la Valutazione d’Incidenza, essendo un’area protetta e tutelata e quindi collegata alla Rete Natura 2000.”
ONDA contesta anche le conclusioni di ISPRA (l’Istituto Superiore Protezione Ricerca Ambiente, incaricato dal Ministero dell’Ambiente) che, pur rilevando diverse criticità tra cui – scrive ONDA – il mancato rispetto delle prescrizioni, il fatto che le piante non erano affatto tutte a fine vita, l’assenza di relazioni tecniche adeguate e che l’intervento abbia interessato il periodo dal 31 marzo al 31 agosto, vietato per ogni attività dalla legge per la tutela dell’avifauna, ha comunque escluso la presenza di un danno ambientale. “Stiamo facendo ricorso per i mancati approfondimenti e la superficialità con cui sono state emanate conclusioni in contrasto a quanto di grave riconosciuto nella stessa relazione”, afferma l’organismo .
Sul piano operativo, l’associazione ha avviato nei primi giorni di aprile una serie di richieste di accesso agli atti.
In particolare, ONDA ha richiesto la relazione del sopralluogo dei Carabinieri Forestali di Gualdo Tadino sui tagli di vegetazione ripariale lungo torrenti e fossi della conca gualdese, oltre agli atti autorizzativi rilasciati dal Comune alla ditta incaricata per gli abbattimenti, anche in aree private del territorio.
Tra queste, vengono citate alcune zone specifiche come la zona nei pressi dello stadio e del palazzetto, e un’area verde situata di uno stabilimento dismesso nella zona di San Lazzaro. L’organismo ha inoltre chiesto copia delle richieste di abbattimento firmate dai proprietari delle alberature private e dei relativi atti autorizzativi rilasciati dal Comando Carabinieri Forestali Umbria e dal Nucleo forestale di Gualdo Tadino.
Richiesta anche la sospensione del taglio boschivo in zona Serrasanta, area della Rete Natura 2000 che include l’habitat prioritario 9210. L’associazione contesta che i privati abbiano presentato comunicazione di taglio ad AFOR Umbria avvalendosi di un formato di screening ritenuto “affatto recente e non idoneo nel caso di ZSC, di Habitat prioritari”. Chiede inoltre documentazione sull’anno dell’ultima ceduazione e verifiche sulla natura del bosco, poiché dal 2008 l’area è inclusa in habitat protetto dalla Rete Natura 2000.
L’area interessata dai tagli nella conca gualdese, evidenzia ONDA, è classificata dalla Rete Ecologica Regionale dell’Umbria come corridoio ecologico migratorio di connessione funzionale e auspica che “gli organismi preposti alla salvaguardia del patrimonio arboreo compiano le azioni idonee al ripristino di una gestione oculata”, richiamando anche le recenti normative europee sul ripristino della natura.
















