Il 2,1% di Ebitda margin che colloca Gualdo Tadino all’ultimo posto tra i comuni umbri con più di 10mila abitanti non racconta da solo la storia economica del territorio.
Per leggerlo correttamente bisognerebbe guardare a come è strutturato il tessuto produttivo locale, a quali settori pesano di più sui ricavi aggregati, e soprattutto a cosa il report non include.
LE FONTI E IL METODO – Il dato proviene dal report della Camera di Commercio dell’Umbria “L’economia umbra e i bilanci delle imprese – Analisi dei bilanci delle società di capitali umbre 2024”. Si tratta di un approfondimento territoriale del rapporto congiunturale annuale presentato il 6 marzo dall’ente camerale. I dati sulla struttura produttiva locale sono ricavati dai bilanci di esercizio depositati nel Registro delle Imprese elaborati attraverso banche dati camerali pubbliche.
A integrazione del report abbiamo preso in esame le prime 20 società di capitali per fatturato con sede a Gualdo Tadino sulla base dei bilanci pubblici disponibili. Questo campione, pur numericamente limitato, risulta altamente rappresentativo: concentra circa il 93% del fatturato complessivo delle società di capitali del territorio.
COSA ANALIZZA IL REPORT: SOLO LE SOCIETÀ DI CAPITALI – Il primo elemento da tenere presente è di natura metodologica. Il report, per ovvie ragioni, analizza esclusivamente le società di capitali (Spa, Srl e assimilate) obbligate al deposito del bilancio.
A Gualdo Tadino, secondo i dati del Registro delle Imprese, le società di capitali sono 236 su un totale di 1.856 imprese censite: il 12,7% del totale. Il restante 87,3%, costituito da ditte individuali, società di persone (Snc e Sas), imprese agricole non organizzate in forma societaria capitalistica e altre attività economiche non obbligate al deposito del bilancio, è completamente escluso dall’analisi.
Il report fotografa quindi una fetta importante del sistema produttivo, ma non tutto.
COME È COSTRUITO IL DATO: IL PESO DEI FATTURATI – Il secondo elemento riguarda la metodologia di calcolo.
L’Ebitda margin territoriale è una media ponderata: si sommano tutti gli Ebitda e tutti i fatturati delle 236 società di capitali del comune e si calcola il rapporto percentuale. In questa costruzione, le aziende con i fatturati più alti pesano proporzionalmente di più sul risultato finale, indipendentemente dal loro numero.
A Gualdo Tadino il fatturato aggregato delle 236 società di capitali ammonta complessivamente a circa 1,23 miliardi di euro, secondo i dati elaborati dalle banche dati camerali pubbliche.
Di questa cifra, come emerge dall’analisi sui bilanci delle principali imprese, oltre il 90% è riconducibile alle prime 20 società per fatturato, mentre le restanti oltre 200 aziende si spartiscono una quota residuale del totale e, per quanto possano avere margini operativi elevati, non riescono a spostare sensibilmente una media così fortemente condizionata dalle prime posizioni.
IL NODO STRUTTURALE: SETTORI AD ALTO VOLUME, BASSO MARGINE – Analizzando la composizione settoriale delle società di capitali gualdesi per fatturato emerge con chiarezza che una quota preponderante dei ricavi aggregati è generata da comparti strutturalmente caratterizzati da margini operativi fisiologicamente ridotti, nell’ordine dell’1-5%.
Si tratta di modelli di business che per loro natura producono fatturati enormi ma trattengono poco valore percentuale (energia, automotive, grande distribuzione): non è inefficienza, è la struttura dei settori, situazione presente anche nelle realtà più efficienti a livello nazionale.
Quando questi settori rappresentano oltre l’80% dei ricavi aggregati di un territorio, il dato medio di Ebitda margin non può che riflettere quella struttura, indipendentemente dalle performance delle altre imprese.
SETTORI IN SALUTE, NON IN CRISI – Va sottolineato con chiarezza, per evitare equivoci, che le società gualdesi operanti nei comparti a basso margine non sono affatto aziende in difficoltà. Al contrario: si tratta di realtà solide, in crescita, con una proiezione che va ben oltre i confini del territorio umbro, alcune delle quali quotate in Borsa o con relazioni commerciali internazionali consolidate. Il basso Ebitda margin riflette esclusivamente la struttura economica dei settori in cui operano.
Detto in altri termini: generare un Ebitda margin del 2% su centinaia di milioni di euro di ricavi equivale a produrre valore assoluto ben superiore a quello di un’altra azienda con Ebitda margin del 15% su dieci milioni di fatturato. Il margine percentuale racconta una parte della storia, non tutta.
IL TERZO FATTORE: LE AZIENDE CHE OPERANO SUL TERRITORIO MA DEPOSITANO ALTROVE – C’è un ulteriore elemento che il report non può cogliere per ragioni strutturali: alcune realtà economicamente significative operano concretamente sul territorio gualdese ma non hanno la sede legale a Gualdo Tadino. I loro bilanci vengono quindi depositati nel Registro delle Imprese di un altro capoluogo e non entrano nel calcolo dell’Ebitda margin comunale.
Queste aziende generano comunque occupazione locale, acquistano parte di beni e servizi sul territorio, generano un indotto, ma, statisticamente ai fini del report camerale, appartengono a un altro comune.
COSA RESTA DA CAPIRE – Il report non scende al livello di dettaglio settoriale per singolo comune, e questo è il suo principale limite interpretativo.
Per valutare la reale capacità del sistema produttivo gualdese di trattenere valore bisognerebbe poter isolare le performance delle imprese manifatturiere, artigianali e dei servizi avanzati, che nell’aggregato restano ovviamente invisibili.
Tutto ciò non significa che l’economia di Gualdo Tadino non abbia problemi. Sarebbe però sbagliato usare questa ricerca come prova di un’economia in crisi, ma sarebbe altrettanto errato usarlo come argomento per sostenere che tutto va bene. Offre comunque un quadro importante su cui riflettere. Gualdo Tadino da circa venti anni è alle prese con problematiche serie (crisi industriali, calo demografico, ecc.) che devono essere affrontate.















