Addio a Pirandello, il “Capitano” di San Donato, leggenda dei Giochi de le Porte

Ci sono protagonisti dei Giochi de le Porte che non indossano un costume e non pronunciano una parola, eppure riescono a entrare nel cuore di un’intera città. Uno di questi era Pirandello.

Il leggendario somaro di Porta San Donato si è spento ieri sera all’età di 27 anni. Per chi ha vissuto i Giochi nell’ultimo quarto di secolo, Pirandello è stato molto più di un campione: è stato il simbolo di un’epoca, il compagno inseparabile di una squadra, il protagonista di alcune delle pagine più belle della Festa.

Asino di razza Martina Franca, riconoscibile per la sua intelligenza e le straordinarie qualità atletiche, venne soprannominato “Il Capitano” come il grande Varenne che in quegli anni dominava l’ippica.

Arrivò a Gualdo Tadino nel 2002 da perfetto sconosciuto. Bastò un video girato in Puglia e mostrato ai portaioli di San Donato per far nascere un’attesa quasi irrazionale. Quella fiducia venne ripagata fin dal primo giorno.

Al debutto stabilì subito il record del percorso, fermando il cronometro a 1 minuto e 54 secondi, eguagliando il primato che Sonny deteneva dal 1990. Un tempo rimasto imbattuto per ben diciassette anni. In realtà, quattro anni prima, nel 1998, Pallone di Porta San Martino aveva fatto segnare uno straordinario 1’53”, ma su un tracciato parzialmente modificato a causa delle impalcature presenti in piazza Martiri della Libertà per la ricostruzione post-terremoto.

Da quel momento Pirandello diventò il punto di riferimento della scuderia giallobianca. In dieci partecipazioni, dal 2002 al 2012, contribuì in maniera determinante alla conquista di quattro Palii, regalando emozioni rimaste impresse nella memoria di tanti portaioli e gualdesi.

Indimenticabile lo spareggio del 2008 contro Gibilisco di Porta San Facondino, ma fu anche protagonista di sconfitte cocenti, come quella dell’anno prima, quando San Donato vide sfumare il Palio all’ultimo tuffo. Anche quei momenti hanno contribuito a renderlo un simbolo.

La sua storia non si è fermata con il ritiro. Dal suo sangue è nato Intrigo, che ha raccolto il testimone contribuendo a conquistare altri due Palii per Porta San Donato.

La popolarità di Pirandello andò ben oltre la competizione. Nel 2004 “posò” infatti per il calendario benefico “Giochi tra le Porte”, realizzato dal Gualdo Calcio, che riscosse un notevole successo in città.

Ma la fama del “Capitano” aveva travalicato anche i confini comunali, tanto che durante un derby tra Gualdo e Gubbio, tra la tifoseria rossoblù comparve un simpatico striscione-sfottò “Con Pirandello solo la mortadella”.

Terminata la carriera agonistica nel 2012, Pirandello è rimasto nella scuderia della Porta, accudito amorevolmente ogni giorno dagli stallieri e dai portaioli.

A ricordare Pirandello è stato il suo storico auriga Alessandro Cesaretti, oggi priore di Porta San Donato e Gonfaloniere dell’Ente Giochi, che con Pirandello ha formato, insieme al frenatore Roberto Cambiotti, uno dei trinomi più iconici nella storia della corsa a carretto.

Nel lungo messaggio pubblicato sui social, non parla soltanto di vittorie.

Un’intelligenza senza pari, una dolcezza che andava solo capita, un cuore così grande da far impallidire qualsiasi atleta professionista“, scrive, ricordando un animale che “ha portato entusiasmo e gioie dentro Porta San Donato e che, con il tempo, è diventato qualcosa che andava oltre i colori.”

Parole che raccontano il rapporto speciale nato lontano dalla piazza, nelle giornate d’inverno, quando la Festa era ancora lontana.

Per me sei stato il sogno che cullavo fin da bambino. Sei stato il miglior professore che avessi potuto desiderare per insegnarmi la lingua che parla al cuore“, scrive ancora Cesaretti. E poi il ricordo più intenso, quello che non parla di traguardi ma di vita condivisa: “Ti ho dedicato la mia gioventù, tutti i giorni, anche a fari spenti, quando la festa è lontana e si può parlare di tutto, da buoni amici.”

Quello che mi resterà sempre sarà la tua immensa capacità di non mollare mai. Grazie a tutti i ragazzi della stalla che ti hanno accudito fino all’ultimo secondo. Buon viaggio, Capitano. Buon viaggio, Pirandello.

Insieme a Mandolino, Sonny e Marco, Pirandello appartiene all’élite di quei somari dei Giochi de le Porte che sono andati oltre i successi, la cui eredità non si è mai fermata alle statistiche, ai record e ai Palii vinti, ma che rappresentano tutt’oggi per tanti gualdesi ricordi indelebili, abbracci, delusioni e gioie.

Per questo, con la sua scomparsa, i Giochi perdono davvero un pezzo della propria storia.

Articolo precedenteI dischi aurei tornano a Gualdo Tadino. Saranno esposti nella chiesa monumentale di San Francesco
Articolo successivoA Caprara torna “Paesaggi di parole e musiche”, Manzoni e Verdi protagonisti della serata
Redazione Gualdo News
Gualdo News è il nuovo portale di informazione 2.0 della città di Gualdo Tadino.