Aree interne, anziani, spopolamento e ospedale di Branca: Cgil, Cisl e Uil chiedono un confronto con il Comune di Gubbio

“La situazione sociale del territorio è preoccupante e rischia di aggravarsi se non verrà affrontata attraverso un confronto con l’amministrazione comunale di Gubbio“. È il messaggio lanciato questa mattina da Cgil, Cisl e Uil, insieme alle organizzazioni dei pensionati, nel corso di una conferenza stampa dedicata alle principali criticità dell’Alto Chiascio.

Presenti Barbara Mischianti, segretaria della Camera del lavoro di Perugia e responsabile territoriale Alta Umbria, Alessandro Piergentili, segretario della Lega Spi Cgil dell’Alto Chiascio, Antonello Paccavia, responsabile Cisl Alta Umbria, Felicina Migliorati di Fnp Cisl Perugia e Sandro Belletti, responsabile Uil Alta Umbria.

I sindacati hanno rilanciato i contenuti del documento “Alto Chiascio Sociale”, già illustrato durante gli incontri sul bilancio comunale, evidenziando come su molti temi “si registrano ritardi” e chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto permanente con il Comune di Gubbio.

Al centro dell’analisi c’è il quadro demografico del territorio. Il progressivo calo della popolazione, l’invecchiamento, l’aumento della non autosufficienza e la crescita dei nuclei familiari composti da una sola persona rappresentano, secondo le organizzazioni sindacali, fenomeni strutturali che richiedono risposte tempestive. Gubbio, è stato ricordato, si inserisce nel trend negativo dell’Umbria, che nel 2025 ha perso oltre 3.000 residenti prevalentemente italiani.

Preoccupazione è stata espressa anche per il mercato del lavoro. “Permane una situazione debole“, hanno sottolineato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, facendo riferimento alle recenti crisi aziendali e a un’occupazione caratterizzata da salari bassi e precarietà, soprattutto nei settori del turismo e dei servizi alla persona. Le nuove iniziative imprenditoriali, pur rappresentando un segnale positivo, vengono giudicate ancora insufficienti a invertire la tendenza.

Tra le emergenze segnalate figura anche quella abitativa. Secondo i sindacati, giovani, giovani coppie e anziani trovano sempre maggiori difficoltà ad accedere a un alloggio, complice il quasi blocco del mercato degli affitti tradizionali, sempre più orientato verso le locazioni brevi, e la mancanza di adeguati interventi pubblici.

Un altro tema ritenuto prioritario riguarda la non autosufficienza. “Il progressivo invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’aspettativa di vita e la crescita delle condizioni di cronicità e fragilità determinano una domanda crescente di servizi sociali, sociosanitari e sanitari integrati” hanno evidenziato, chiedendo una programmazione che sia in grado di sostenere le persone nel proprio contesto di vita e affrontando anche il problema delle rette delle Rsa e delle limitate possibilità di accesso a queste strutture.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle Aree Interne. Per Cgil, Cisl e Uil la strategia avrebbe dovuto rappresentare uno strumento per contrastare lo spopolamento e l’inverno demografico, ma i sindacati denunciano di non essere stati coinvolti nella fase di verifica dei risultati né nella definizione della nuova programmazione che dovrà essere approvata dalla Regione ed inviata al governo.

“È necessario avere un confronto di merito su come verranno finalizzati i 9 milioni di euro, hanno affermato, chiedendo inoltre un approfondimento sul PRINA e sulle risorse che saranno destinate dalla Regione Umbria.

Le organizzazioni sindacali hanno poi richiamato il ruolo del Comune di Gubbio quale ente capofila della Zona Sociale 7, sostenendo che debba esercitare con maggiore decisione la funzione di indirizzo politico e coordinamento.

Le capacità e le competenze delle strutture amministrative non possono sopperire al ruolo di indirizzo e coordinamento che appartiene all’attività politico-amministrativa. Il rischio è che l’attuale configurazione della struttura amministrativa, per quanto riguarda il sociale, sia non adeguata alle sfide che si devono affrontare”, hanno osservato.

Tra i temi sui quali viene chiesto un confronto figurano anche il sistema delle tariffe comunali, richiamando l’accordo sottoscritto lo scorso dicembre, manifestando riserve sull’aumento delle rette e, più in generale, chiedendo politiche che, secondo i sindacati, “non siano eminentemente ragionieristiche o bancarie, ma orientate alla coesione sociale e alla qualità dei servizi“.

Sul fronte della sanità, Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la necessità di accelerare la realizzazione della Casa della Comunità di Gubbio, definita uno strumento fondamentale per lo sviluppo dell’integrazione socio-sanitaria, tornando a sollecitare tempi certi per l’avvio dell’opera.

Infine è stata espressa preoccupazione l’ospedale di Branca. I sindacati chiedono che il presidio non venga depotenziato, che vengano mantenuti gli attuali servizi e rafforzati personale e struttura e inserito in maniera integrata nella rete ospedaliera e nel territorio, sottolineando la centralità del sistema sanitario pubblico ed evidenziando infine come le liste di attesa continuino a rappresentare “un problema per i cittadini che vogliono accedere al servizio sanitario pubblico“.

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