Il Circolo di Fratelli d’Italia di Gualdo Tadino interviene sulla decisione del sindaco Massimiliano Presciutti di sottoscrivere la lettera aperta a sostegno del primo cittadino di Bologna Matteo Lepore, finito al centro del dibattito politico dopo aver partecipato alla manifestazione organizzata in seguito alla morte di Abderrahim Fakir, avvenuta durante un intervento delle forze dell’ordine.
Secondo FdI, la scelta del sindaco gualdese rappresenta “una decisione profondamente sbagliata sul piano politico e ancor più su quello istituzionale“.
Nel comunicato, il partito evidenzia come in Umbria abbiano aderito all’appello soltanto Presciutti e la sindaca di Perugia e sottolinea che, a livello nazionale, i firmatari sono stati 35, “quasi esclusivamente amministratori del centrosinistra”.
“Trentacinque firme su poco meno di ottomila comuni italiani. Lo 0,44 per cento. In quello 0,44 per cento, accanto ai sindaci delle grandi città metropolitane, c’è il sindaco di Gualdo Tadino, il comune più piccolo dell’intero elenco. Un dato che dice molto sulle priorità di chi amministra la nostra città“, si legge nella nota.
Fratelli d’Italia ribadisce che la morte di un uomo durante un intervento delle forze dell’ordine “è un fatto gravissimo“, ma sottolinea come spetti alla magistratura accertare eventuali responsabilità.
“Saranno la Procura di Bologna, gli accertamenti tecnici e l’eventuale processo a stabilire se vi siano responsabilità individuali. È questo il percorso previsto dallo Stato di diritto, che tutti hanno il dovere di rispettare“.
Il Circolo contesta inoltre la scelta di sostenere il sindaco di Bologna, ritenendo che la sua partecipazione alla manifestazione abbia contribuito ad alimentare il clima di tensione. “Difendere quella scelta significa legittimare un modo di interpretare le istituzioni che antepone l’appartenenza ideologica al senso di responsabilità. Ed è proprio questo che contestiamo”.
Nel comunicato si afferma poi che Presciutti avrebbe scelto “di schierarsi dalla parte sbagliata”, finendo, secondo FdI, per “delegittimare il lavoro delle donne e degli uomini in divisa, chiamati ogni giorno a garantire la sicurezza dei cittadini“.
Il Circolo conclude prendendo “nettamente le distanze da questa impostazione“, ribadendo il sostegno alle forze dell’ordine e al principio secondo cui eventuali responsabilità devono essere accertate esclusivamente attraverso gli strumenti previsti dalla legge.
“Noi continueremo a sostenere il principio secondo cui chi sbaglia deve risponderne davanti alla legge, con procedimenti rigorosi e liberi da pregiudizi. Allo stesso tempo continueremo a difendere il lavoro delle forze dell’ordine e il diritto degli onesti cittadini a vivere in sicurezza, perché questo è il compito di chi rappresenta le istituzioni“, conclude il circolo gualdese.




















