Rifare Gualdo torna sulla questione TARI e risponde all’amministrazione comunale di Gualdo Tadino che nei giorni scorsi aveva difeso il livello delle tariffe e il modello di gestione affidato a ESA.
Il gruppo di opposizione contesta il raffronto proposto dall’amministrazione con i Comuni umbri sopra i 15mila abitanti e sostiene che il vero nodo sia l’assenza di interventi strutturali per contenere il costo del servizio.
La polemica segue l’approvazione delle tariffe 2026, aumentate del 5,8%, e le successive prese di posizione di Forza Italia e Confartigianato. Il Comune aveva replicato richiamando i dati AURI e sottolineando che Gualdo Tadino resta tra i centri umbri con il costo pro capite più basso.
Rifare Gualdo contesta innanzitutto proprio questo aspetto. “L’amministrazione mette a confronto Gualdo Tadino con i Comuni umbri sopra i quindicimila abitanti e da quel paragone ricava un primato regionale. Il confronto è impari e il sindaco lo sa”, afferma il gruppo.
Secondo l’opposizione, realtà come Perugia, Assisi o altri centri maggiori hanno caratteristiche economiche e immobiliari non comparabili con quelle gualdesi. “Quelle città hanno rendite catastali degli appartamenti di gran lunga superiori alle nostre e un tessuto economico che con il nostro non ha nulla in comune. Qui il mercato immobiliare è crollato, ci sono appartamenti che si vendono a 30.000 euro, gli investimenti sono spariti e le imprese pagano una TARI che non riescono più a sostenere”.
Il gruppo collega inoltre il tema dei rifiuti alla perdita di popolazione: “Ricordiamo per inciso che sotto i 15.000 abitanti ci siamo finiti grazie a questa amministrazione, e che quella soglia ci condanna a non contare nulla sul piano politico regionale, sulla partita dei rifiuti come su tutte le altre”.

Per Rifare Gualdo, però, la questione centrale non è la posizione in classifica rispetto agli altri Comuni, ma ciò che sarebbe stato fatto, o non fatto, per ridurre i costi. “Il punto vero è che, mentre perdiamo peso, non viene messa in campo una sola azione concreta per abbassare i costi ai cittadini e ancor più alle imprese e ai liberi professionisti, che su questo territorio reggono tutto il carico”.
L’opposizione parla di “dodici anni di ordinaria amministrazione” e sostiene che non è stato speso un solo euro per progetti innovativi sulla raccolta. “Dai dati emerge una realtà desolante. Raccogliamo poco e raccogliamo male, e proprio per questo spendiamo cifre enormi per lo smaltimento del residuo indifferenziato. Non siamo capaci di riscuotere, e il peso degli insoluti finisce puntualmente sulle spalle di chi le tasse le paga”.
Tra le proposte richiamate dal gruppo c’è la tariffazione puntuale, sistema che lega maggiormente il costo del servizio alla quantità di rifiuto indifferenziato prodotto. “Abbiamo chiesto uno studio di fattibilità per la tariffazione puntuale e non abbiamo ottenuto nulla. Perché non si sperimenta? Perché i costi e i benefici di quella metodologia non vengono portati in Consiglio comunale e discussi alla luce del sole? Chi vuole davvero abbassare le bollette lavora sulla quantità di indifferenziato prodotto. Chi non ha idee alza le tariffe e scrive comunicati.”.
Rifare Gualdo respinge anche l’idea che le critiche politiche mettano in discussione ESA. “Basta con il pietismo su ESA. Nessuno ha mai messo in discussione l’azienda, il lavoro dei suoi operatori o la loro professionalità, che riconosciamo pienamente. Qui si discute di scelte politiche, e usare l’azienda come scudo per non risponderne è il rifugio di chi non ha argomenti”.
Nel comunicato viene ripresa anche la posizione espressa da Confartigianato, che aveva evidenziato come le imprese sostengano quasi un quarto del gettito TARI pur rappresentando poco più del 14% delle utenze. “Ci saremmo aspettati una convocazione in Commissione e un tavolo con le associazioni”, afferma il gruppo.
Rifare Gualdo chiede inoltre chiarimenti sui costi futuri e sugli insoluti: “Il sindaco ha chiamato il presidente di Confartigianato per fissare un incontro? Ha spiegato ai cittadini che nei prossimi due anni i costi continueranno a salire, perché il carico degli insoluti è stato spostato in avanti sulle tariffe future?”.
L’opposizione richiama infine l’andamento delle tariffe negli ultimi anni. “La verità che il sindaco evita di dire è che per due anni consecutivi le tariffe sono state aumentate del massimo consentito dalla regolazione, e che dal 2019 al 2024 a Gualdo Tadino sono cresciute di quasi il venti per cento”.
Per le consigliere Simona Vitali, Chiara Casciani e Cinzia Natalini si tratta di “dodici anni di annunci e di progetti mai realizzati hanno portato questa città al collasso sotto ogni punto di vista, e la questione dei rifiuti ne è l’esempio più chiaro.”
La richiesta conclusiva è quella di riportare il confronto nelle sedi istituzionali. “Presciutti smetta di giocare a rimpiattino e venga a riferire in Consiglio comunale, dove i suoi consiglieri non aprono bocca e molto spesso non sanno neppure di cosa si parla”, conclude Rifare Gualdo.
















