TARI, Confartigianato chiede un confronto al Comune: “Le imprese sostengono quasi un quarto del gettito”

Confartigianato Umbria, Area di Gualdo Tadino, esprime preoccupazione per l’aumento del 5,8% della TARI, approvato dal Comune di Gualdo Tadino per il 2026, e chiede l’apertura di un tavolo di confronto con l’amministrazione.

Secondo l’associazione di categoria si tratta del tetto massimo consentito per il secondo incremento consecutivo. A intervenire è il coordinatore dell’area gualdese, Gianni Smacchi, che richiama il peso sostenuto dalle attività economiche.

Le imprese sostengono il 24,4 per cento dell’intero gettito TARI, pur rappresentando poco più del 14 per cento delle utenze attive sul territorio”, afferma Smacchi. “Nessuno ci ha convocati prima della decisione. Non chiediamo privilegi, chiediamo di partecipare alla discussione su una tassa che paghiamo in prima persona”.

Confartigianato segnala anche l’incertezza legata al conguaglio di dicembre. “Gli acconti versati sono calcolati sulle tariffe 2025, ma nessuna impresa sa ancora quanto pagherà a dicembre – sottolinea Smacchi – È una tassa che cresce da anni, in un momento in cui le imprese fanno già i conti con energia e carburanti alle stelle e con una ripresa post pandemia più volte compromessa dalle crisi internazionali”.

Per il coordinatore, l’aumento della tassa rischia di incidere direttamente sull’attività delle aziende. “Ogni euro in più per la TARI è un euro tolto agli investimenti e all’occupazione”, afferma.

Confartigianato chiede quindi un confronto con il Comune e con gli altri soggetti interessati per individuare insieme delle soluzioni in grado di contenere il costo del servizio nei prossimi anni.

Articolo precedenteRiapre il rifugio “La Valletta” sul Monte Cucco, gestione affidata fino al 2032
Redazione Gualdo News
Gualdo News è il nuovo portale di informazione 2.0 della città di Gualdo Tadino.