Turismo, Gualdo Tadino +31% nelle presenze. L’Alto Chiascio può giocare una partita più grande

Più 31% di presenze turistiche e una permanenza media salita a 3,17 giorni.

Sono i due numeri che sintetizzano il secondo trimestre 2026 di Gualdo Tadino. Gli arrivi, 2.031, restano pressoché invariati rispetto al 2025 (-1,7%), ma i pernottamenti raggiungono quota 6.448. In altre parole: non aumentano in modo significativo i turisti che arrivano, ma cresce nettamente il tempo che scelgono di trascorrere nel territorio comunale.

IL DATO CHE CAMBIA: DA 2,38 A 3,17 GIORNI – Le 6.448 presenze del trimestre significano circa 1.500 pernottamenti in più rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita è nettamente superiore a quella registrata nella provincia di Perugia, dove le presenze aumentano del 2,2%, e in Umbria, al +2,5%.

Una variazione del 31% è quindi importante, anche se va letta tenendo conto della dimensione ancora contenuta dei numeri: quando la base di partenza è relativamente piccola, incrementi numerici non enormi possono produrre percentuali molto elevate.

Più strutturale appare invece il dato della permanenza. La media di Gualdo Tadino raggiunge 3,17 giorni, contro i 2,51 della provincia di Perugia e i 2,46 dell’Umbria. In termini percentuali, il soggiorno medio gualdese supera quello regionale di circa il 29%.

Nel 2025, ricavando il valore dai dati regionali, la permanenza media era intorno ai 2,38 giorni. Chi pernotta a Gualdo tende a quindi a fermarsi più giorni. Ed è un elemento significativo soprattutto per una destinazione che non può competere sui grandi flussi ma può cercare di costruire un’offerta basata sulla permanenza.

GLI STRANIERI RESTANO QUASI 5 GIORNI – Anche la composizione del movimento turistico rafforza questa lettura.

Gli italiani sono stati 1.685, per complessive 4.795 presenze. Gli arrivi diminuiscono dell’1,3%, mentre i pernottamenti aumentano del 30,6%. La permanenza media raggiunge così i 2,85 giorni, con una crescita del 32,56%.

Ancora più marcato il dato degli stranieri: 346 arrivi e 1.653 presenze, con una permanenza media di 4,78 giorni, in aumento del 37,36%.

Gli stranieri rappresentano quindi circa il 17% degli arrivi, ma generano più di un quarto dei pernottamenti. È un rapporto interessante per un territorio la cui offerta può combinare patrimonio storico, ceramica, montagna, escursionismo e soggiorni lontani dai circuiti turistici più affollati.

BAZZUCCHI: “NON PIÙ SOLTANTO UNA TAPPA DI PASSAGGIO” – L’assessore comunale al Turismo Gabriele Bazzucchi interpreta i dati come la conferma del lavoro realizzato negli ultimi anni.

Questi numeri certificano la bontà del lavoro svolto e testimoniano che Gualdo Tadino non è più soltanto una tappa di passaggio, ma una destinazione turistica ben definita, capace di trattenere il visitatore offrendo esperienze autentiche, cultura e qualità della vita“, afferma.

Secondo Bazzucchi, l’aumento della permanenza e delle presenze indica che “l’offerta turistica, la programmazione degli eventi e la promozione del nostro patrimonio naturale e storico-artistico stanno producendo risultati concreti.”

La soddisfazione è comprensibile alla luce dell’andamento percentuale. Più prudenza richiede invece la definizione di Gualdo come destinazione già competitiva nel panorama umbro: i volumi assoluti sono ancora quelli di una realtà turistica piccola, se confrontati con le mete consolidate della regione.

UNA CRESCITA CHE NON DIPENDE DAI GIOCHI DE LE PORTE – C’è poi un elemento temporale da considerare. I dati riguardano aprile, maggio e giugno e quindi non comprendono settembre, quando i Giochi de le Porte rappresentano uno dei momenti di maggiore richiamo per la città.

Questo rende il risultato particolarmente interessante perché riguarda il turismo ordinario: quello legato ai soggiorni primaverili, alla montagna, alle escursioni, al patrimonio storico-artistico e all’offerta culturale.

Il dato del secondo trimestre non è però isolato. Nel primo semestre 2026 Gualdo Tadino totalizza 9.643 presenze, in crescita di circa il 35,9% sullo stesso periodo del 2025. Gli arrivi aumentano dell’11,5%, mentre la permanenza media passa da circa 2,49 a 3,04 giorni. La tendenza, quindi, non riguarda soltanto aprile-giugno ma si estende all’intera prima metà dell’anno.

Per capire se questa dinamica sia diventata strutturale servirà comunque una serie storica più lunga. Uno o due trimestri segnalano una tendenza, ma non bastano ancora a certificare un cambiamento definitivo.

DA DOVE PARTIVA GUALDO TADINO – La lettura dei dati cambia anche considerando il punto di partenza.

Gualdo Tadino non appartiene al gruppo delle città umbre che hanno costruito da decenni una parte della propria economia sul turismo. Per lungo tempo il movimento della città è stato legato soprattutto ai rientri estivi degli emigrati e alle visite familiari, più che a una vera domanda turistica.

Solo dai primi anni 2000 sono diventati via via sempre più sistematici i lavori sulla rete museale, la promozione del patrimonio naturale e la programmazione degli eventi.

È su questa scala temporale che il dato dei 3,17 giorni di permanenza media assume forse il suo significato maggiore: non certifica ancora una grande destinazione, ma segnala che una parte dei visitatori trova oggi motivi per utilizzare Gualdo come luogo di soggiorno e non soltanto come tappa.

LA FASCIA APPENNINICA: 32.491 PRESENZE IN TRE MESI – Lo scenario diventa più ampio se Gualdo Tadino viene letto all’interno della Fascia Appenninica.

Sommando Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Sigillo, Fossato di Vico, Costacciaro e Scheggia e Pascelupo, nel secondo trimestre si arriva a 32.491 presenze e 10.140 arrivi, con una permanenza media aggregata di circa 3,20 giorni. I valori derivano dalla somma dei dati comunali pubblicati dalla Regione.

È un esercizio statistico, naturalmente: sei comuni non possono essere equiparati direttamente a un singolo comune. Ma il dato diventa significativo se si considera che da tempo il territorio ragiona sulla possibilità di presentarsi turisticamente come un sistema unitario.

LA FASCIA CRESCE PIÙ DELL’UMBRIA – Anche l’andamento complessivo presenta elementi di interesse.

Le presenze dei sei comuni aumentano di circa il 6,1% rispetto al secondo trimestre 2025, più del doppio del +2,5% dell’Umbria e del +2,2% della provincia di Perugia.

Gli arrivi complessivi diminuiscono invece di circa il 7,8%, con un andamento condizionato soprattutto dal risultato di Nocera Umbra. Anche nella Fascia, quindi, emerge una dinamica simile a quella gualdese: il numero delle persone arrivate non cresce, ma complessivamente aumentano le notti trascorse sul territorio.

Nocera Umbra rimane il comune con il maggior numero di presenze, 11.707, anche se registra una contrazione del 27,7%. Seguono Gualdo Tadino con 6.448, Sigillo con 5.406, Fossato di Vico con 4.716, Costacciaro con 3.949 e Scheggia e Pascelupo con 265.

Cinque comuni su sei aumentano le presenze. Sigillo registra la variazione più alta, +95,4%, Fossato di Vico cresce del 39,6%, Gualdo Tadino del 31%, Costacciaro del 23,8% e Scheggia e Pascelupo del 50,6%. Sono percentuali da interpretare anche alla luce dei piccoli valori assoluti, ma indicano comunque una tendenza.

FOSSATO E SIGILLO, PERMANENZE MOLTO ELEVATE – La durata del soggiorno restituisce un quadro ancora particolare.

Fossato di Vico registra 8,62 giorni di permanenza media, Sigillo 5,41, Gualdo Tadino 3,17, Costacciaro 2,49, Nocera Umbra 2,42 e Scheggia e Pascelupo 1,89.

Valori come quelli di Fossato e Sigillo meritano certamente un approfondimento specifico sulla tipologia delle strutture ricettive e della clientela, perché su bacini piccoli particolari forme di soggiorno possono incidere fortemente sulla media.

Ma il dato aggregato della Fascia, 3,20 giorni, rimane comunque superiore alla media provinciale e regionale.

IL POTENZIALE È NELL’OFFERTA INTEGRATA – La lettura dei dati della Fascia Appenninica acquista un significato ancora maggiore se viene inserita nella dimensione del Servizio Turistico Associato di Gubbio e dell’Alto Chiascio. Nocera Umbra non ne fa parte, al suo posto va considerata Valfabbrica, insieme a Gubbio, Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro e Scheggia e Pascelupo.

Anche Valfabbrica mostra un andamento positivo: nel secondo trimestre 2026 ha registrato 3.262 arrivi e 8.523 presenze, con un incremento rispettivamente dell’8,4% e del 4,1% e una permanenza media di 2,61 giorni.

Gubbio rappresenta il principale polo di attrazione (da sola registra 74.110 presenze sulle poco più di 103.000 complessive del comprensorio) e può essere il traino, mentre Gualdo Tadino, Fossato di Vico, Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Pascelupo e Valfabbrica possono ampliare l’offerta con borghi, montagna, escursioni, cammini, ceramica, mangiare sano e patrimonio naturalistico, offrendo motivi per prolungare il soggiorno, distribuire i flussi e costruire itinerari di più giorni.

Anche il dato semestrale rafforza questa lettura: i sette comuni del Servizio Turistico Associato dell’Alto Chiascio raggiungono complessivamente 152.350 presenze, circa il 13% in più rispetto al primo semestre 2025. La crescita è superiore a quella della provincia di Perugia e dell’Umbria, entrambe attorno al 7%, con Gubbio che resta il principale polo per volumi e i centri appenninici che mostrano gli incrementi percentuali più marcati.

La prospettiva di un’offerta sovracomunale non è soltanto teorica. I Rotary Club di Gualdo Tadino e Gubbio hanno recentemente lanciato il Progetto Genesi, rivolto agli operatori turistici del territorio.

L’iniziativa punta a costruire un prodotto turistico condiviso partendo dalle esigenze degli operatori e dalle caratteristiche dei diversi territori, con la previsione di un documento finale e di un gruppo pilota che possa lavorare insieme alle amministrazioni.

È probabilmente questa la scala su cui l’area può avere maggiori margini di crescita: il richiamo storico e medievale di Gubbio affiancato ai borghi e al patrimonio naturale dell’Appennino.

I dati del secondo trimestre indicano che esiste una base su cui lavorare. La verifica sarà capire se si riuscirà a instaurare una collaborazione proficua tra operatori e amministrazioni che riesca a confezionare questa somma di destinazioni in un prodotto turistico unitario e riconoscibile. Una sfida per l’Alto Chiascio che potrebbe avere margini di crescita ben superiori a quelli che ciascun comune potrebbe esprimere singolarmente.

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Redazione Gualdo News
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