Sanità: “Prima l’emergenza, ma necessario recuperare strutture come il Calai”

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La pandemia ha sconvolto, oltre la vita delle persone, anche tutto quello che riguarda l’assetto e l’organizzazione dei servizi socio-sanitari della Regione Umbria. Dall’amministrazione comunale di Gualdo Tadino arriva un’esortazione a pensare anche al dopo pandemia.

In un comunicato stampa, l’Amministrazione fa sapere che “il Ministero della Salute ha pubblicato il report finale dell’anno 2018, che attesta per la Regione Umbria un risultato positivo, in crescita già a partire dall’anno 2012 e che la colloca a livelli di eccellenza. Il sistema sanitario regionale può vantare 2 Aziende Ospedaliere con DEA di 2° livello, 5 ospedali di emergenza tra cui quello di Branca (DEA di 1° livello), 7 ospedali di territorio, 2 ospedali esclusivi per la riabilitazione ed una serie di residenze per anziani diffuse nel territorio regionale.

A mio modesto parere – ha detto il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti – oggi non è il momento delle polemiche sull’ospedale da campo, che purtroppo non arriverà, o sull’ospedale militare, che invece sembra essere stato individuato come una delle soluzioni per l’emergenza, bensì occorre pensare su come si vuole riorganizzare e riutilizzare tutto il patrimonio presente nel territorio umbro al fine di continuare a garantire i livelli di eccellenza raggiunti e certificati da anni“.

Secondo Presciutti la pandemia ha dimostrato che dove i Servizi Territoriali sono più radicati e si riesce a raggiungere un duplice obiettivo: decongestionare gli ospedali e gli accessi ai Pronto Soccorso, oltre a dare risposte più rapide e incisive ai bisogni quotidiani dei cittadini. “Così come per quanto riguarda le RSA e le residenze protette – continua il Sindaco – diventa ormai improcrastinabile adeguare le rette delle strutture convenzionate per continuare a garantire i livelli necessari di assistenza agli anziani. Va inoltre sottolineato il fondamentale ruolo delle farmacie nei territori, presidi di prima linea quotidiana per i problemi dei cittadini, che vanno sempre più trasformate nelle cosiddette ‘Farmacie di Servizi’. Ultimo aspetto, non certo per importanza, è il ruolo e la funzione che dovranno avere strutture dismesse come quelle dell’ex Ospedale Calai di Gualdo Tadino. Se non ora, quando? Visto che è ormai chiaro a tutti il ruolo e la funzione della medicina del territorio e delle riabilitazioni“.

Per Presciutti quando si parla di salute non devono esistere appartenenze o schieramenti politici e sollecita la Giunta Regionale a “pensare che oggi, a 12 anni dalla chiusura dell’ex Calai e del vecchio ospedale di Gubbio, abbiamo tutti un’occasione storica per riorganizzare i servizi socio-assistenziali anche nel nostro territorio. L’ex ospedale Calai può e deve diventare un Polo importante della medicina del territorio e della riabilitazione ed è un obiettivo che insieme Regione Umbria, Comune di Gualdo Tadino e USL Umbria 1 devono e possono perseguire fin da subito, con grande senso di responsabilità, maturità e lungimiranza“.

In più di un’occasione – conclude Massimiliano Presciutti – ho manifestato alla nuova Giunta Regionale tutta la mia disponibilità a ragionare celermente ed in forma congiunta su una progettualità utile non solo alla città di Gualdo Tadino, ma a tutta la Regione. Ad oggi purtroppo non ho avuto nessun riscontro. Allora con spirito costruttivo e senza alcuna polemica rilancio la mia proposta: mettiamo in campo in prima istanza tutto ciò che serve per superare l’emergenza sanitaria legata al Covid-19. I sindaci stanno dando grande prova di spirito collaborativo, ma contestualmente operiamo anche per poter gettare le basi per una grande riorganizzazione dei Servizi Territoriali alla persona. Ne abbiamo tutte le possibilità e possiamo disporre, in questo momento, anche di ingenti risorse economiche che dobbiamo saper utilizzare al meglio. A nessuno di noi è concesso di buttarla in politica. La mia disponibilità c’è sempre stata, ma occorre fin da subito anche la disponibilità di tutti gli altri soggetti coinvolti, perché finita l’emergenza sanitaria dovremo essere in grado tutti di dare le risposte migliori alle esigenze di salute diffuse sull’intero territorio regionale”.