Parola ai lettori: “Giù le mani dalla piastra polivalente di Cartiere”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera del nostro lettore Francesco Panfili. Chiunque può inviarci la propria opinione all’indirizzo redazione@gualdonews.it. La decisione sulla pubblicazione, così come il diritto di sintesi, spetta unicamente alla redazione.

“Sono rimasto sconcertato dall’ aver appreso la notizia che il Comune di Gualdo Tadino ha approvato lo studio di fattibilità tecnica economica di una struttura polifunzionale al servizio della scuola dell’infanzia di Cartiere. Fin qui nulla di male. Anzi ben venga, perché è da tantissimo che questa Scuola necessità di ulteriori spazi. Però la cosa che mi ha lasciato indignato è che la costruzione della struttura verrà realizzata dove in questo momento c’è la Piastra Polivalente. Quindi la palestra al posto della piastra.

All’inizio ho pensato che questa idea fosse arrivata a qualcuno dopo un brutto sogno, dato queste insonni notti calde d’estate, ma poi le voci sulla notizia sono state negli ultimi giorni ricorrenti e allora sono andato cercare ulteriori informazioni. Tutto vero! Con delibera di giunta del Comune di Gualdo Tadino n. 100 del 18-05-2021 è stato approvato l’iter di fattibilità di una struttura che andrà ad essere realizzata come sopra detto: distruzione della Piastra e costruzione di una struttura polivalente. Valore del progetto: € 735.000.

Sono nato nel quartiere di Cartiere e vivo ancora qui. Non scrivo per nessuna forza politica, né per qualsiasi altra associazione di cui non faccio parte, ma ho ritenuto far conoscere le intenzione che in questo momento ha l’Amministrazione Comunale. La Piastra Polivalente di Cartiere così come tante altre nel territorio di Gualdo Tadino, è stata realizzata agli inizi degli anni ’80 con lo scopo, credo, di realizzare spazi comuni per gli abitanti di quei quartieri.

Quella di Cartiere, dopo 40 anni, è tuttora funzionante grazie anche alla gente del posto, che con innumerevoli sacrifici è riuscita per anni a mantenere e controllare un sito di tutta la collettività, che, a differenza di altre strutture di pubbliche simili, non è fatsicente e non ha necessariamente bisogno di investimenti o in casi peggiori di essere ricostruita totalmente. La Piastra ha rappresentato per tantissimi ragazzi un eccezionale punto di aggregazione, culturale e sportivo, tanto che non più tardi di una settimana fa alcuni ragazzi si sono tassati e rimboccati le maniche per rinfrescare e ridipingere nella Piastra un campo regolamentare di Basket. Risultato: gente che gioca a basket fino a tarda notte.

Per chi non lo sapesse la Piastra è fruita da tantissimi ragazzini del quartiere, ma anche di altre zone della città, oltre che dalla stessa Scuola d’Infanzia. Questo accade gratuitamente per tutto il periodo dell’anno, compreso l’inverno e anche con la neve. L’adiacenza del CVA e il piccolo parco giochi sottostante, realizzato con il contributo di un’azienda, lo rende ancora più attraente. Non meno importante è anche l’attività che la Pro Loco svolge in quell’area sia nel periodo estivo con la sagra, sia con altre attività durante l’anno. Sempre per chi non lo sapesse, è stata anche utilizzata in emergenza terremoto.

Penso che l’idea di costruirci sopra una Palestra Polivalente è stata pensata senza mai recarsi sul posto. Non sono un tecnico, ma credo che questa sia l’unica spiegazione. Se si da uno sguardo a sud dell’attuale scuola, si può notare che spazi inutilizzati ce ne sono. Per vissuta esperienza con mio figlio, il problema delle palestre non è solo quella delle scuola di Cartiere. È generale. A Gualdo non ci sono palestre sufficienti. Allora perché non concentrare le risorse economiche su una grande struttura fruibile a tutti molto simile al palasport “Carlo Angelo Luzi”? Perché non riconvertire a palestra, per esempio, il fatiscente edificio ex Centro Promozionale della Ceramica? 

Penso di rappresentare l’indignazione di tutto il quartiere di Cartiere e non soltanto, ma, ripeto, tutto ciò è una considerazione personale, che sosterrò con impegno per mantenere quello che è stato fatto 40 anni fa con una logica e che oggi senza logica vuole essere distrutto.

Francesco Panfili

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