Il borgo medievale di Fossato di Vico, incastonato nella bellezza del Parco Naturale Regionale del Monte Cucco, è stato teatro di un importante evento culturale.
L’amministrazione comunale di Fossato di Vico e l’UniTre Parco del Monte Cucco, nell’ambito del suo corso “I Protagonisti dell’Arte”, hanno inaugurato la mostra personale “Paesaggio incorruttibile” dell’artista locale Mario Boldrini, trasformando luoghi suggestivi come l’Antico Lavatoio, la Piaggiola e la Chiesa di San Cristoforo, in gallerie d’arte a cielo aperto.
L’evento ha richiamato una folta comunità di artisti, tra cui molti che quarant’anni fa diedero vita proprio a Fossato di Vico alla pionieristica mostra “Otium“. Un richiamo al passato, questo, sottolineato con emozione dal vicepresidente dell’UniTre, Sante Pirrami, che insieme al professor Luciano Tittarelli ha saputo illuminare la figura poliedrica di Boldrini.
L’artista, che vive e lavora a Palazzolo, in quella che viene definita la sua “fortezza“, trae evidente e viscerale ispirazione da ciò che lo circonda. Il suo atelier, descritto dal professor Tittarelli come un luogo dove “la materia ha un continuo scambio di informazioni con la forma”, è un crocevia di idee e di “scienza dell’immaginazione“.
Le materie che Boldrini manipola – la pietra, il legno, il ferro, la ceramica – non sono scelte casuali. Esse risuonano con la storia stessa di questo luogo. Le sue sculture non sono meri manufatti, ma frammenti di un paesaggio interiore ed esteriore, che raccontano del Monte Cucco, persino il cielo plumbeo attraversato dai corvi, come evocato nella brochure della mostra.
In un certo senso le opere di Mario Boldrini possono essere considerate “reperti archeologici del presente”, che rielaborano la memoria di questo territorio e la proiettano in una dimensione universale.
Il suo “Paesaggio incorruttibile” non è solo un titolo evocativo, ma una potente affermazione della perenne vitalità di questo luogo immutato e della capacità dell’artista di coglierne l’essenza più autentica e duratura. Come evidenziato dal professor Tittarelli, Boldrini “entra nel mistero delle cose” e le sue opere diventano “reliquie del tempo”.
La Presidente dell’UniTre, Catia Mariani, nel suo intervento di saluto ha sottolineato come l’arte di Mario Boldrini offra una chiave per comprendere il legame indissolubile tra l’uomo e l’ambiente che lo plasma. È un dialogo costante tra l’antico e il contemporaneo colta dalla profonda sensibilità di un artista che ne è parte integrante.



La mostra a Fossato di Vico si aggiunge a un percorso artistico di rilievo per Mario Boldrini, che vanta importanti mostre personali tra cui: “Tempi dell’Opera” (1992), curata da Tito Amodei, Luciano Marziano, Edgardo Abbozzo; “Reperti” (1995), a cura di Franco Troiani.
Importanti le collaborazioni con la Galleria Fontana, che lo ha presentato a Spoleto nel 1996 con “Sculture e disegni“, a cura di Cinzia Staforte, e nello stesso anno a Los Angeles con “Campo d’osservazione“, a cura di John O’Brian e Secondo Sannipoli. Nel 1997 ha tenuto una mostra significativa a Roma presso l’Accademia d’Egitto, a cura di Floriano De Santi e Cinzia Staforte.
L’amministrazione comunale di Fossato di vico e l’UniTre Monte Cucco invitano a cogliere non solo la bellezza delle singole opere esposte, ma anche il loro profondo radicamento in questa terra, a percepire il respiro del borgo e del Parco in ogni forma, in ogni materia. Un’esperienza che celebra l’arte come specchio e custode dell’anima di un luogo.
La mostra resterà aperta sino al 31 luglio prossimo.













