Gualdo Tadino, l’aula magna della palazzina rosa verrà intitolata al dottor Marcello Pagliacci

Martedì 29 luglio alle ore 11, l’aula magna della palazzina rosa del Distretto Alto Chiascio di Gualdo Tadino verrà ufficialmente intitolata alla memoria del dottor Marcello Pagliacci, figura storica della medicina umbra scomparso nel gennaio 2023.

L’iniziativa è promossa dall’Anaca (Associazione per la nuova assistenza ai cardiopatici) della quale Pagliacci fu socio fondatore. Alla cerimonia parteciperanno autorità politiche, operatori sanitari, ex pazienti, amici e familiari, per rendere omaggio a un medico che ha segnato profondamente la storia della sanità gualdese e regionale.

Nato ad Assisi nel 1936, Marcello Pagliacci si laureò in Medicina e Chirurgia all’Università di Perugia nel 1961, iniziando poi la sua attività all’ospedale Calai di Gualdo Tadino, dove divenne primario del reparto di cardiologia.

Ma il suo nome è legato soprattutto alla fondazione e allo sviluppo del Centro di Recupero Cardiopatici, che sotto la sua guida acquisì una rilevanza nazionale, attirando pazienti da tutta Italia.

La fama del centro superò addirittura i confini nel 1986, quando l’équipe guidata da Pagliacci prese in cura Saverio Pallucca, ferroviere gualdese e secondo trapiantato di cuore in Italia, il primo in Umbria.

L’anno successivo Pallucca partecipò, primo trapiantato nella storia, alla Maratona di New York accompagnato dal dottor Pagliacci e da una equipe composta dai medici Arnaldo Coletti, Michele Provvidenza, George Alexander Wee e dall’infermiera Patrizia Venarucci.

L’impresa ebbe eco internazionale, conquistando l’attenzione della stampa mondiale e ispirando persino un film per la tv, “Oggi ho vinto anch’io”, con protagonisti Franco Nero e Barbara De Rossi.

Quell’esperienza contribuì in modo decisivo a far conoscere il centro di Gualdo Tadino, che arrivò a seguire oltre duemila pazienti l’anno, diventando un riferimento assoluto nella riabilitazione cardiologica italiana.

Dotato di visione e coraggio, Pagliacci fu spesso in anticipo sui tempi.

Nel 1984 lanciò l’idea dell’ospedale unico comprensoriale, allora accolta con polemiche feroci sia a Gualdo Tadino che a Gubbio. La storia, però, gli diede ragione, ma ci impiegò ben 24 anni.

In un’intervista del 2000, dichiarò con amarezza un unico rimpianto: Non aver realizzato la cardiochirurgia a Gualdo Tadino, un progetto che era possibile da concretizzare”.

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Redazione Gualdo News
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