“Waldum – Voci da una città che racconta”: Ceramica Mastrogiorgio, cento anni di arte e memoria

Un nuovo capitolo della ricerca “Waldum – Voci di una città che racconta”, curata dalla studentessa universitaria Sara Bossi, evidenzia una delle pagine più significative della tradizione manifatturiera gualdese. Questa volta la protagonista è la Società Ceramica Mastrogiorgio, fondata il 21 settembre 1925 e divenuta nel tempo un punto di riferimento per la produzione locale e internazionale.

Attraverso le testimonianze di Laura Vania Clementi, erede e anima dell’azienda per oltre cinquant’anni, e del dottor Daniele Amoni, studioso della storia gualdese, la ricostruzione ripercorre l’evoluzione della fabbrica, i suoi protagonisti, i momenti di crisi e di rilancio, fino all’eredità consegnata oggi alle nuove generazioni. Un viaggio che intreccia memorie personali, documenti storici e ricordi di famiglia, restituendo il valore di una tradizione che ancora oggi racconta l’identità di Gualdo Tadino.

EPISODIO 12 – IL RESPIRO DEL TEMPO: LA MASTROGIORGIO RACCONTA UN SECOLO DI CERAMICA

Questa storia inizia esattamente cento anni fa.

Con le testimonianze della a me cara Laura Vania Clementi e del Dottor Daniele Amoni ripercorreremo la nascita e la crescita dell’allora ‘Società Ceramica Mastrogiorgio-Discepoli-Fabbrizi & C.’, che tuttora rappresenta un luogo di attività importante per la diffusione delle opere artistiche della nostra città.

Era il 21 settembre 1925 quando un gruppo di esperti ceramisti decide di collaborare allo scopo di produrre oggetti di ceramica artistica a riflessi e a colori.

Ricordiamo tra questi Pico Discepoli, abile nella tecnica e geniale nella creazione, allievo di Ulisse Ribustini, illustre pittore e decoratore nato l’anno 1852 a Macerata.

Delle stimate opere prodotte nel tempo, ne ricorderemo alcune.

Al 1926 risalgono i quattro pannelli per la facciata esterna della Chiesa dei Cappuccini raffiguranti alcune vicende di San Francesco d’Assisi.

Rimanendo tra le nostre mura, ricordiamo gli affreschi della Chiesa del Divino Amore e della Cappella dell’Istituto Salesiano a Gualdo Tadino.

Allontanandoci (e non di poco) l’arte gualdese arriva a Guidonia presso la Cappella della Madonna di Loreto e in California, nella Chiesa di San Leandro.

E questi sono solo alcuni dei tantissimi lavori portati a termine negli anni dalla Mastrogiorgio.

Delle tante informazioni preziose a me concesse ne riporto una in particolare, anche questa fornita dal Dottor Amoni e donatagli dal nipote di Pico Discepoli, Claudio.

Si tratta della ricetta di oro e rubino per ceramiche secondo la scuola di Mastro Giorgio da Gubbio o Mastro Giorgio Andreoli nato nel 1465, noto come inventore della tecnica del lustro (oro e rubino) per i vasi di ceramica.

Una ricetta che va ad imitare l’uso dell’oro a terzo fuoco, troppo costoso e fuori misura per le risorse di quel tempo.

Proprio per questo per il rubino si usava il rame, il cinabro e la terra rossa e per l’oro il nitrato d’argento, il solfato di ferro e la terra rossa.

Una ricetta che si conservò segretamente negli anni, custodita dalla gelosia dei gualdesi che si consideravano, giustamente, gli autori della ceramica a lustro; una miscela celata come fosse una magica pozione e rivelata solo in un secondo momento per l’errore di aver lasciato un barattolo aperto. Così ci viene raccontata questa storia.

Visto l’apprezzamento delle opere prodotte dalla Mastrogiorgio, la fabbrica attrae nuove figure: Il pittore e torniante Adelmo Gubbini, il torniante Enrico Ragni e lo stampatore Artemio Paoletti.

A seguito di un periodo colmato da una grave crisi economica a causa dell’alto costo del lavoro, di fenomeni di emigrazione alla ricerca di una vita più prospera, la fabbrica subirà dei mutamenti e degli allontanamenti da parte di chi ne era partecipe.

Dal 1932 al 1950 ci saranno variazioni importanti e un via vai fitto di persone fino ad arrivare a costituire la “Nuova Mastrogiorgio”, formata da esperti già attivi localmente tra i quali ricordiamo, anche perché ci servirà per capirne il futuro, Guerrino Clementi, un torniante ritornato a Gualdo dopo aver esercitato per anni a Fabriano.

Dal direttore tecnico Fausto Fabbrizi, Delio Donnini successivamente, Enzo Remigi, Fiorello Sabbatini ed altri innumerevoli esperti che rimarranno saldi nella lotta contro la crisi economica, i costi di produzione, il mercato difficile, la Mastrogiorgio continua la sua ascesa nonostante le intemperie.

Nel 1962 l’incremento produttivo sarà il motivo per la fabbrica di cambiare sede nei pressi della via Flaminia (nel video troverete la foto del vecchio edificio), inaugurata dalla presenza dell’onorevole Pietro Nenni, al tempo uno dei massimi dirigenti del socialismo e antifascismo invitato dal sindaco gualdese Armando Baldassini.

Ancora una volta la Mastrogiorgio attirando l’attenzione dei mass media comunica la sua arte ancestrale,scoprendo l’antico “segreto etrusco” grazie agli studi di un tale Pietro Staderini, ferroviere di Nocera ed appassionato di arte.

I giornalisti parlavano chiaro: “Il vero bucchero si produce qui, alla Mastrogiorgio, dove da un’unica cottura ne usciva l’inimitabile leggerezza”.

E questo insieme di materiali che cuociono insieme riesuma una tradizione “arcaica”, ma soprattutto semplice e naturale tipica degli antichi ceramisti, la quale solo chi l’ha vissuta la conosce, esattamente come la Mastrogiorgio, i legittimi eredi di questa.

L’uscita di alcuni soci provoca la cessazione dell’azienda e porta alla nascita della “Società ceramiche artistiche commerciali MastroGiorgio” con l’entrata di De Marchis Alfredo e Bucari Marinella.

Ma è il 1980 quando la figlia di Guerrino Clementi, Laura (Vania) Clementi, prende le redini dell’azienda dopo alcuni anni di servizio come dipendente; è grazie a lei che si punterà sempre più in alto.

Piccolo appunto: la fabbrica Mastrogiorgio ha aperto il 21 Settembre 1925 e Vania nasce il 21 settembre 1952.

Questa casualità se ci pensiamo è quasi profetica poiché Vania presterà servizio alla Mastrogiorgio per cinquantadue anni, sostenendo la fabbrica e i suoi dipendenti per mezzo secolo, un atto di coscienza e di coraggio per una donna che doveva confrontarsi con un mercato maschile forse non ancora pronto a collaborare.

Una storia in salita grazie alla mentalità imprenditoriale di Vania che ha aperto le porte al mercato estero inaugurando questo percorso a partire dalla collaborazione con Josef Deppe.

Con questa richiesta che aumenta e uno spazio che non basta più, nel 1996 c’è bisogno di una nuova struttura.

La fabbrica Mastrogiorgio si sposta nella Zona Industriale Nord, la sede attuale.

Nel 2024 Vania decide di terminare questo suo percorso durato cinquantadue anni, fatto di fatica e sacrifici, ma colmo di riconoscimenti da parte dei suoi dipendenti e non solo, che lavorando per lei, ma soprattutto con lei, si sono sempre sentiti a casa.

La Mastrogiorgio verrà ceduta alla nipote Nadege Marini, con annessi lavoratori.

Perché come Vania mi ha raccontato e come ho potuto scorgere negli anni, avendo mio padre Francesco Bossi dipendente della fabbrica dal 1988, per Vania tutto questo non è mai stato solo lavoro.

E’ stato convivialità, rispetto, passione per un unico obiettivo.

Mi sento fortunata ad aver potuto raccontare questa grande storia e chiedo scusa per non aver potuto citare tutti, ma la scrittura storica del Dottor Amoni potrà colmare i vostri vuoti.

Conosco Vania da anni, conosco la fabbrica e l’ho vissuta. Perché sia io che mio fratello siamo cresciuti anche lì, tra gli scatoloni in partenza e la scrivania di nostro padre. A scarabocchiare fogli F4 nei momenti d’attesa, a bere la cioccolata calda delle macchinette. Al ricordo dei pranzi con il caro George dopo la scuola, io alle elementari e lui già alle medie.

Alla mia cara nonna, Giuliana Zenobi, madre di mio padre, anche lei smaltatrice (in realtà tuttofare) e dipendente della Mastrogiorgio per anni.

Grazie Vania per averci sempre accolti, per questa tua inconsumabile voglia di fare meglio di prima e per aver portato in vetta una delle tante fabbriche di ceramica di Gualdo Tadino ed averne scritto il futuro.

Per la tua impeccabile precisione e per questa forza immane che ti appartiene. Questa è la storia a tutto tondo. Di una ceramica che solo Gualdo sa creare. Di tradizioni che resistono al tempo.

Di Vania, Laura Vania Clementi, che ha reso possibile tutto questo.

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Redazione Gualdo News
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