Fondazione Perugia ha presentato il Documento Programmatico Triennale 2026–2028 all’Auditorium San Francesco al Prato di Perugia, alla presenza di istituzioni, rappresentanti del territorio e di numerosi partecipanti.
L’incontro, condotto dalla giornalista Rai Elisa Marioni, ha visto la presenza, insieme al presidente di Fondazione Perugia Alcide Casini, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, e della sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi.
“Dove cresce il futuro” è stato il titolo scelto per accompagnare questo piano triennale che nasce dalla volontà di guardare avanti, di immaginare e costruire insieme il futuro del territorio.
È dalla domanda “Perché parlare di futuro, e perché farlo ora?” che prende forma il nuovo Documento, pensato per guidare l’azione di Fondazione Perugia nei prossimi tre anni con un impegno economico stabile: circa 10 milioni di euro all’anno destinati a progetti, comunità e nuove opportunità.
“Il DPT è il risultato di un percorso di ascolto ampio e partecipato, che ha coinvolto istituzioni, cittadini, scuole, università, terzo settore e mondo della formazione“, evidenzia la Fondazione.

In questo nuovo piano una particolare attenzione è dedicata ai giovani. L’analisi condotta dall’Evaluation Lab della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore restituisce una fotografia composta da luci e ombre: accanto a segnali positivi come il calo dei NEET (cioè giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi) e la solidità della preparazione scolastica, emerge un dato critico, ovvero che oltre la metà degli studenti immagina il proprio futuro fuori dalla provincia, soprattutto a causa delle scarse prospettive lavorative.
È da qui che nasce la volontà di investire con continuità in istruzione, ricerca, innovazione e nuove opportunità professionali, con l’obiettivo di trattenere talenti e rafforzare la competitività del territorio.

Il documento individua tre assi strategici di intervento: cultura e patrimonio come leve di crescita, comunità inclusive e innovative, e ricerca e sanità con particolare attenzione alla prevenzione e ai servizi territoriali.
Una visione di lungo periodo che vede la Fondazione nel ruolo di catalizzatore di competenze, collaborazioni e progettualità.
“Viviamo un tempo di trasformazioni profonde, che ci chiede di ascoltare meglio, di costruire nuove alleanze e di mettere la persona al centro – ha ricordato Alcide Casini, presidente di Fondazione Perugia – La nostra sfida non è solo intervenire dove c’è bisogno, ma contribuire a cambiare i contesti, rimuovere le cause delle disuguaglianze e aprire nuove opportunità.”

Accanto agli interventi istituzionali, la presentazione ha dato spazio alle testimonianze dei progetti sostenuti dalla Fondazione.
Sono intervenuti Valentina Ostini Iacucci della Cooperativa La Brigata Indipendente con “Laboratorio: il gusto che unisce”; Rolando Boco, per Le trame del Perugino dell’associazione Intrecciamo i fili; Simona Chipi per JeckoFest – Il Festival dei grandi cambiamenti; Ramona Furiani, assessore all’Ambiente del Comune di Bastia per il progetto Bee Urban – Oasi Fiorite e Giorgia Bartoccini con Think Big – Orchestriamo. Le loro esperienze hanno rappresentato in modo tangibile il valore dell’impatto generato dalla Fondazione.

La riflessione si è ampliata grazie ai contributi di Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera, e Giorgio Righetti, direttore generale dell’Acri, che, insieme a Alcide Casini e al direttore generale Fabrizio Stazi, hanno offerto uno sguardo sia sulla prossima programmazione rispetto a bandi e iniziative, sia sul più ampio ruolo delle fondazioni nel contesto nazionale.
“Le fondazioni sono chiamate oggi a un salto di qualità: devono essere non solo erogatori, ma soggetti che interpretano il cambiamento e aiutano i territori a non restare indietro – ha sottolineato Giorgio Righetti – Investire in visione, competenze e relazioni significa creare le condizioni affinché le comunità possano crescere con maggiore consapevolezza e resilienza.”
Ferruccio De Bortoli ha aggiunto: “In un tempo segnato da incertezze, le fondazioni possono essere un presidio civile importante, purché mantengano la capacità di ascoltare e di leggere i bisogni reali. La loro forza sta nel saper unire responsabilità sociale e visione di lungo periodo. Lo testimonia anche il fatto che le regioni prive di fondazioni soffrono profondamente questa mancanza: si vedono ripercussioni sulla vitalità culturale, sulla coesione sociale e sulla capacità di innovare.”

Proiettato anche il nuovo video istituzionale realizzato dall’agenzia Studio Gusto, che ha sintetizzato visivamente temi, priorità e prospettive del Documento. In parallelo un intervento di live drawing curato da Francesca Mantuano e Filippo Paparelli del collettivo Becoming–X ha accompagnato l’incontro con una narrazione grafica in tempo reale, trasformando i passaggi più significativi in illustrazioni realizzate dal vivo.













