Ex delegati sindacali Merloni salutano monsignor Sorrentino: “E’ stato sempre al nostro fianco”

Gli ex delegati della Antonio Merloni, J.P. Industries e successivamente Indelfab, Angelo Commodi, Luciano Recchioni e Rosa Di Ronza, hanno rivolto un messaggio di auguri a monsignor Domenico Sorrentino, già vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e attuale amministratore apostolico, in occasione del suo avvicendamento alla guida della diocesi nel cui territorio ricadeva lo stabilimento di Colle di Nocera Umbra.

Un augurio sentito per un periodo sereno, felice e lungo in questa nuova fase della vita, accompagnato dal ricordo riconoscente per quanto monsignor Sorrentino ha fatto durante il suo mandato ecclesiastico, in particolare per l’impegno dimostrato nei confronti della difficile e prolungata vertenza della Antonio Merloni, che ha coinvolto per anni centinaia di lavoratori e famiglie del comprensorio“, sottolineano i tre ex delegati.

Nel corso della vertenza il vescovo è stato più volte presente accanto ai lavoratori sia partecipando alle assemblee aziendali che alle iniziative e alle manifestazioni di mobilitazione.

Tra queste viene ricordata in modo particolare la marcia svoltasi nel giorno di Santa Barbara, che vide dipendenti e rappresentanze sindacali camminare dal piazzale della fabbrica fino alla caserma dei Vigili del Fuoco di Gaifana, in uno dei momenti di forte preoccupazione per le sorti dell’azienda.

Un cammino che, simbolicamente e concretamente, portò anche all’incontro con Papa Francesco in occasione del suo primo pellegrinaggio ad Assisi per la festa di San Francesco. In quell’occasione i lavoratori ebbero modo di esporre direttamente al Pontefice la propria situazione, consegnandogli una lettera che raccontava il dramma occupazionale e umano legato alla crisi della storica azienda.

Gli ex delegati comunicano inoltre che in questi giorni si è conclusa definitivamente la lunga e dura vertenza con la consegna, da parte della curatela, degli assegni relativi alle ultime spettanze dello stato passivo ai lavoratori coinvolti.

Resta però sempre l’amarezza per l’esito finale della vicenda: “Abbiamo provato in tutti i modi a salvare l’azienda – sottolineano – ma le vicissitudini intervenute nel tempo sono state troppe per riuscire a ribaltare un destino ormai segnato”.

Tuttavia, viene evidenziato, l’azione sindacale ha consentito di guadagnare quel tempo che, tra la fine della produzione e la conclusione degli ammortizzatori sociali, ha permesso a molti lavoratori di raggiungere il pensionamento e ad altri di intraprendere nuove opportunità occupazionali.

Oggi in quel luogo sta nascendo un nuovo polo produttivo. La speranza, affermano gli ex delegati sindacali, è che possa tornare a essere un punto nevralgico per l’occupazione del territorio, anche se non nei numeri che lo hanno caratterizzato in passato, restituendo prospettive e fiducia a un territorio che ha pagato un prezzo molto alto alla crisi industriale.

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Redazione Gualdo News
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