La piscina comunale di Gualdo Tadino risulta attualmente chiusa, con l’impianto non operativo e il servizio sospeso.
Su questo interviene Rifare Gualdo, che in un proprio comunicato sostiene come, a fronte di una chiusura così rilevante, non siano state diffuse spiegazioni ufficiali alla città da parte dell’amministrazione comunale, “un silenzio che persiste da mesi nonostante le ripetute sollecitazioni avanzate da Rifare Gualdo, sia per iscritto sia attraverso una conferenza stampa. Questo comportamento è inaccettabile sotto il profilo istituzionale e politico”, scrive il gruppo consiliare.
Le consigliere Simona Vitali, Cinzia Natalini e Chiara Casciani ricordano che nel “Consiglio comunale di dicembre, la questione è stata derubricata con arroganza, liquidando la chiusura come un evento ordinario legato alle festività, ‘come ogni anno’, affermó il sindaco.”
“Non c’è stato neppure il coraggio di ammettere pubblicamente l’esistenza di un problema reale e tecnico – prosegue la nota del gruppo – Questa è la cifra politica di questa amministrazione: minimizzare le criticità, far finta che non esistano, attaccare le opposizioni accusandole di aggressività e, nel frattempo, non risolvere alcun problema.”
Per Rifare Gualdo la chiusura della piscina non è un episodio isolato, “ma l’ennesimo segnale di degrado di una città che da dodici anni non viene amministrata, ma semplicemente gestita, una gestione finalizzata alla sopravvivenza politica e alla rielezione, non alla programmazione e alla cura dei servizi pubblici.”
Il gruppo accusa l’amministrazione di non avere una vera programmazione “mentre si sono susseguiti annunci roboanti, dichiarazioni autocelebrative e richiami a premi spesso lontani dalla realtà quotidiana della città, per raccontare una narrazione che a Gualdo Tadino non trova riscontro. La verità è sotto gli occhi di tutti, una città progressivamente abbandonata a se stessa, con le questioni strutturali e principali mai affrontate e i problemi rinviati fino a esplodere.”
Rifare Gualdo bolla come “simbolo del fallimento amministrativo” la chiusura senza spiegazioni ufficiali della piscina comunale.
“Non è grave che un impianto si rompa, può accadere – scrive ancora il gruppo di opposizione – E’ grave che non se ne parli, che ci si nasconda dietro giustificazioni imbarazzanti quanti inutili. È grave che si annuncino lavori che non iniziano mai, nonostante ritardi di mesi, anni.”
Rifare Gualdo chiede che l’amministrazione comunale riferisca immediatamente e pubblicamente sulle responsabilità, sulle condizioni reali dell’impianto e sulle eventuali prospettive future.
“Gualdo Tadino non è proprietà di chi la governa. La cosa pubblica non è un fatto privato. I cittadini hanno diritto alla verità“, conclude Rifare Gualdo.

















