Un appuntamento dedicato all’approfondimento della cronaca nera e della ricerca della verità è in programma sabato 28 marzo alle 17 presso la Biblioteca Comunale “Ruggero Guerrieri” con la presentazione dell’ultimo libro del giornalista Alvaro Fiorucci dal titolo “L’alfabeto del sangue. Chi ha ucciso Mara Calisti?”, pubblicato da Morlacchi Editore.
Il volume analizza uno dei misteri più complessi del panorama giudiziario umbro, ovvero l’omicidio della giovane donna avvenuto a Todi il 15 luglio 1993, un delitto che a distanza di oltre trent’anni resta ancora privo di un colpevole.
L’evento, promosso dall’amministrazione comunale di Gualdo Tadino, sarà aperto dai saluti del sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti e dell’assessore alla Cultura Gabriele Bazzucchi.
Seguirà un dibattito tecnico e giornalistico di alto profilo in cui l’autore si confronterà con il colonnello Giovanni Orienti, già in forza al RIS di Parma, e con il giornalista Rai Dario Tomassini.
Il confronto permetterà di esaminare le tecniche investigative dell’epoca mettendole in relazione con le moderne tecnologie forensi, offrendo una prospettiva scientifica su come la gestione dei reperti sia cambiata nel corso dei decenni.
In merito all’importanza dell’evento, il sindaco Presciutti ha dichiarato che “il dovere di una comunità è quello di non dimenticare, poiché la ricerca della giustizia resta un pilastro fondamentale del vivere civile, specialmente di fronte a ferite che il tempo non è riuscito a rimarginare completamente”.
L’opera di Alvaro Fiorucci si muove tra le pieghe di una realtà che supera ogni artificio narrativo, ricostruendo con rigore documentale una notte che sconvolse la quiete di una cittadina all’epoca simbolo di massima vivibilità.
Il saggio ripercorre le indagini, i sospetti e i processi che non sono riusciti a dare un nome all’assassino.
Alvaro Fiorucci, già caporedattore del TGR Umbria e profondo conoscitore delle dinamiche criminali italiane, consegna ai lettori una riflessione necessaria sull’efficacia del sistema giudiziario e sulla persistenza di un dolore che attende ancora giustizia.















